25 Maggio 2024

Giornata di studi sul pittore Antonino Gandolfo

Giornata di studi sul pittore Antonino Gandolfo

La casa di Antonino Gandolfo divenne un cenacolo culturale. il pittore è sepolto nel viale degli Uomini illustri al Cimitero di Catania

Una “Giornata di studi sul pittore dell’Ottocento Antonino Gandolfo” si è svolta all’ex Monastero dei Benedettini

La giornata di studi è nata con l’intento di indagare la figura e l’arte del pittore siciliano, nonché per ripercorre l’opera di uno dei protagonisti della pittura siciliana del XIX secolo, con il ricorso e l’analisi di un ricco apparato documentario, tra collezioni pubbliche e private. Fortemente voluto da Antonio, Antonello, Luigi David e del Maestro Antonello Francesco Gandolfo, eredi del pittore catanese, collaborati da Salvo Petralia, l’evento si è aperto con i saluti istituzionali della prof.ssa Marina Paino, Direttore Dipartimento Scienze Umanistiche dell’Università di Catania e del prof. Andrea Manganaro, Vicepresidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga. Tra i relatori la prof.ssa Barbara Mancuso, docente di Arte Moderna, ha sottolineato come, il valore e l’importanza del desiderio umano di cercare, comprendere e confrontarsi con la verità, siano insiti nell’opera di Antonino Gandolfo.

La prof.ssa Elisa Francesconi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea, ha ripercorso il lavoro del pittore catanese relativamente ai disegni, schizzi e bozzetti

Il dott. Gaetano Bongiovanni, storico dell’arte, si è soffermato sulla collezione della casa Museo Verga, che combina un’esperienza tra arte e storia e che offre un viaggio attraverso secoli di creatività e cultura. La dott.ssa Barbara Sorbello e la dott.ssa Chiara Compagnino, hanno disquisito sulla collezione Belfiore di Castello Ursino Catania, una componente importante delle opere del Gandolfo, parte essenziale del patrimonio culturale della nostra città. Antonino Gandolfo era Nato a Catania il 28 ottobre 1841. Da giovanissimo si era dedicato all’arte pittorica, muovendo i primi passi nella bottega dello zio, Giuseppe Gandolfo, noto ritrattista delle famiglie benestanti della Sicilia orientale. Nella bottega dello zio Antonino compie i suoi primi passi nel mondo dell’arte.

Dopo la morte dello zio, avvenuta nel 1855, Antonino Gandolfo proseguì i suoi studi a Firenze

Qui compie la sua risolutiva e vera formazione presso lo studio del maestro Stefano Ussi, abbastanza noto nel nord Italia, ambiente dei macchiaioli toscani, gruppo che influì notevolmente sulle scelte stilistiche dell’artista catanese. Nella città toscana, dove strinse amicizia con il poeta Giosuè Carducci, in pochi anni, realizza tele di esasperato realismo, dai manifesti dettagli, un iter artistico estremamente articolato nelle varie tappe che lo compongono: ognuna tanto compiuta e perfetta da sembrare definitiva.

È a Firenze che, alla fine del 1860, Antonino esegue il suo primo grande lavoro dal titolo “Il Trionfo d’Italia”

Ritornato a Catania e incoraggiato dalla fraterna amicizia con Giovanni Verga – la madre Carmela Garano era cugina di Caterina Di Mauro Barbagallo, madre di Giovanni Verga – e con il Capuana, consolidò i temi sociali che domineranno le sue opere. I suoi soggetti preferiti la gente della strada, gli umili, in perpetua lotta per l’esistenza, i diseredati, i vinti che, pur avendo osato, sono alla fine travolti dal turbine che incombe su di loro. Il ritorno nella sua città è contraddistinto da opere come “La Tentazione”, che inaugura la produzione “patetico-sociale” e che continua con “L’Espulsa”, “Il Compenso”, “Ultima moneta” e altre opere. Sono gli anni in cui si consolida l’amicizia con varie personalità catanesi, quali Verga, Capuana, De Roberto, Rapisardi, Sciuti, Martoglio e altre illustre personalità, che divenne abitudine incontrare nella sua casa di campagna a Cannizzaro.

Il convegno ha anche fatto il punto sulla peculiare situazione che contraddistingue alcuni legami originari delle opere del Gandolfo

Non solo con il loro ambito geografico ma, prevalentemente, con la cultura e il contesto sociale del tempo, un atteggiamento spesso descritto come “nobile”, perché implica un impegno verso un ideale elevato, come quello della verità, e dell’inquietudine, che nel caso specifico, riflette la compiutezza e la continua tensione verso la conoscenza e la comprensione. Antonino Gandolfo si spense il 21 marzo 1910. La notizia venne diffusa da vari giornali Nazionali e regionali, quali “L’Azione”, “La Sicilia”, “Corriere della Sera”, “Il Giornale d’Italia”. L’Artista è seppellito nel Viale degli Uomini Illustri, al Cimitero di Catania.

di Pina Mazzaglia

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.