22 Maggio 2024

Alterità e bellezza

Alterità e bellezza

Monastero dei Benedettini, la tavola rotonda del Coro di notte ha accolto le dissertazioni su Bellezza e Alterità dello storico e critico dell’arte Giuseppe Frazzetto, in una conversazione aperta con il professore Alberto G. Biuso.

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Alcuni dei temi trattati, nell’incontro organizzato dall’Associazione Studenti Filosofia UniCT, hanno fatto riferimento al libro di Frazzetto Nuvole sul grattacielo. Saggio sull’apocalisse estetica, dove l’autore si trova a ridefinire varie nozioni, per rispecchiare più adeguatamente il senso, o la vacuità, del mondo estetico contemporaneo. Ma sono emerse altre tematiche, in particolare suscitate dalle argomentazioni del professore Biuso.

Il discorso sulla bellezza, non più scandito da regole eterne alla Winckelmann, esige un atteggiamento estremamente critico che prende avvio dalle teorie di W.J.T. Mitchell e dalla distinzione tra picture e image (che Frazzetto rinomina effigie e apparenza), per arrivare all’approccio estremista di Clement Greenberg per cui tutto ciò che non è Avanguardia è Kitsch, e scopo dell’arte è lo stesso mezzo artistico.

Fin dalle prime battute ci si rende conto che parlare di Bellezza è parlare d’altro: si tratta di ritrovarci nell’altro, di riscoprire noi stessi in qualcosa che non sembra appartenerci. È il processo di straniamento, che prende le mosse dall’avvertimento del sublime – che in contrasto con gli effetti armonici della bellezza produce fascinazione e angoscia – e che ha le sue radici profonde in una memoria collettiva, a cui non abbiamo piena coscienza di appartenere, e dai cui effetti spersonalizzanti cerchiamo di fuggire.

Innumerevoli, sottolinea Frazzetto, sono le immagini che vengono “prodotte” dal nostro corpomente. Alcune sono “bloccate” nella memoria, e sopravvivono al tempo forse perché legate ad archetipi, o a invarianze culturali, o perché, come sosteneva Aby Warburg, sono frutto di una memoria che possiamo definire biologica. Temi importanti in un pomeriggio conviviale, dove il piacere di parlare d’arte è conseguenza dell’ineluttabile desiderio di Altrove insito in ogni uomo.

Elena Cantarella 

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.