11 Maggio 2024

La cattiva gestione dell’acqua è il vero problema

La cattiva gestione dell’acqua è il vero problema

L’acqua in Sicilia c’è, ma si spreca o non si utilizza

Asec Trade S.r.l.

 

Per Corrado Vigo, già presidente regionale dell’Ordine degli agronomi, il problema è accentuato da fenomeni ciclici che si associazioni a carenze infrastrutturali ormai storiche: “La siccità che sta colpendo la Sicilia non è solo figlia dei cambiamenti climatici, ma fa parte di una ciclicità decennale (o undecennale) che è in stretta correlazione con le attività delle macchie solari. La stessa ciclicità si osserva con le piogge a carattere alluvionale. Negli ultimi quarant’anni ho potuto osservare questa ciclicità con una puntualità quasi impressionante. È bene ricordare a chi legge che quanto sta avvenendo adesso è già avvenuto negli anni 1989/1990/1991 e negli anni 1999/2000/2001 e 2002. Ricordo a tutti che nel 1990 alla Piana di Catania l’acqua consegnata dal canale di quota 100 era sorvegliata da pattuglie di Carabinieri, mentre nel 2002 (anno orribile) la situazione era quasi identica a quella attuale.

Ma cosa si può fare contro questa ciclicità della siccità: certamente rinnovare le reti di distribuzione, ma c’è il problema dell’approvvigionamento idrico sia per le città, ma anche per le campagne, che sono uno dei motori dell’economia siciliana. L’Egitto, per esempio, ormai si è dotato di grandi dissalatori ed altri ne ha in progettazione, ma lo stesso avviene in Spagna, in Israele e altrove. La nostra regione  – sottolinea Vigo – è contornata dal mare e, quindi, sarebbe facile realizzare dissalatori, auto-alimentati da pannelli fotovoltaici, ed immettere le acque pompandole nelle reti dei Consorzi di Bonifica. Altra possibilità di reperimento acque è il riuso delle acque reflue, almeno per l’irrigazione delle campagne. Un esempio per tutti: a Siracusa ogni anno vengono sversati in mare 30 milioni di metri cubi di acqua, che invece potrebbero essere riutilizzati a fini irrigui.

Ma tutto ciò va pensato, progettato, finanziato e realizzato, quindi non è attuabile nell’immediatezza – conclude Corrado Vigo -. Nel frattempo che la Sicilia “muore di sete”, però, nel Lago di Lentini giacciono 80 milioni di metri cubi inutilizzati, e ciò perchè non c’è stata una “visione” nel lungo periodo dell’utilizzazione delle acque e della loro distribuzione. O il lago di Villarosa, la cui acqua non viene utilizzata nè per le città, nè per l’agricoltura. E, quindi, anche quando l’acqua c’è, la Sicilia muore di sete”.

D.L.P.

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.