29 Aprile 2024

Paolo Puglisi: “Il tennis tavolo è la mia vita”

Paolo Puglisi: “Il tennis tavolo è la mia vita”

Dalla prima racchetta in mano alle tre Paralimpiadi indimenticabili, due da atleta

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La forza e l’entusiasmo sono sempre vivi. A 62 anni Paolo Puglisi, ripostese e punto di riferimento del tennis tavolo, si racconta a margine della presentazione del Campionato italiano assoluti Fisdr che si terrà sabato e domenica al PalaNitta. Il suo rapporto con lo sport è davvero speciale, segnato da grandi emozioni e da un grande amore per quel tennis tavolo conosciuto da bambino a Riposto che ha avuto da sempre una straordinaria tradizione pongistica.

Ho cominciato a giocare a sette anni – confessa – all’Oratorio San Giuseppe. Era il 1968. Lo sport mi ha dato tantissimo sia a livello tecnico, qualitativo e sociale, mi ha permesso di conoscere la forza aggregativa e il valore della condivisione”.

Lo sport negli ultimi 15 anni è diventato molto inclusivo. Sono d’accordo – continua  – e l’artefice è stato Luca Pancalli. È riuscito a dare dignità agli atleti diversamente abili e a tutto il settore paralimpico. Lo conobbi a Gela, rimasi subito colpito da questa persona, dal suo spessore umano, dalle sue idee e dalla sua forza. Da dirigente sportivo quel primo momento rappresenta davvero un grande patrimonio di vita”.

– Vice presidente nazionale della Fitet, un’esperienza di dirigente politico ormai collaudata a 360 gradi, dopo aver coniugato per tanti anni quella di atleta con quella di organizzatore.

Il mio grado di disabilità lieve mi ha portato a gareggiare nella classe 10, a causa di una caduta all’Oratorio quando ero piccolo.E quindi gioco con la mano sinistra. Il tennis tavolo mi ha regalato da sempre grandi energie, ma anche l’occasione di vivere tre momenti speciali. Del resto, lo sport è proprio unico perché sa sorprenderti ed emozionarti”. Paolo Puglisi e le Paralimpiadi, un rapporto di grande amore. “Ricordi straordinari che mi porterò dentro. Ho partecipato a tre edizioni. A Sydney e a Atene da atleta, a Pechino da dirigente, come presidente del 6° dipartimento del Cip. Sono ricordi che è impossibile cancellare. Quando entri nello stadio per l’inaugurazione ti rendi conto di vivere una favola”.

Nunzio Currenti

Nunzio Currenti