24 Aprile 2024
Minacce alla ex, chiede di vederla per poi ferirla alla testa

Un pregiudicato catanese di 22 anni con una forbice ferisce alla testa la ex e la minaccia di morte. Questo il risultato dell’ “ultimo incontro”.
Un ultimo incontro e un bacio per dirsi addio. Questo doveva essere. Ma come spesso capita finisce male. È il caso di una 22enne che ha accettato di vedere il suo ex. Nel tardo pomeriggio, i due si incontrano nei pressi del cimitero di Catania. Qui il 22enne, contro la volontà della donna, spingendola l’avrebbe fatta salire sul suo SUV, imponendole che l’ultimo incontro doveva avvenire a casa sua, dove si sarebbe fumato anche l’ultima sigaretta e le avrebbe dato l’ultimo bacio. Sui primi gradini della sua abitazione, improvvisamente, il giovane tira fuori dalla tasca una grossa forbice. Inizia a tagliarle in maniera concitata ciocche di capelli, per poi provocarle una profonda ferita sul lato frontale della testa, all’altezza della tempia.
A quel punto il 22enne, visto che dalla lacerazione iniziava ad uscire copiosamente sangue, cercando di correre ai ripari, fermava un centauro di passaggio in strada e gli ordinava di accompagnarla al pronto soccorso dell’ospedale, dove i sanitari gli chiudevano la ferita con decine di punti di sutura.
Il giorno dopo, l’uomo telefona alla ex minacciando di morte lei e i suoi familiari. La sorella spaventata chiama i Carabinieri. La giovane 22enne racconta ai militari di aver accolto il giovane a casa sua, anche nel periodo in cui era stato sottoposto agli arresti domiciliari per droga. Stremata, lo aveva “spedito” a casa di sua madre senza, tuttavia, riuscire comunque ad evitare la maniacale gelosia dell’ex, che la teneva sotto controllo tramite i social, costringendola anche a condividere continuamente con lui la posizione sul cellulare.
L’uomo è stato denunciato anche per evasione. L’Autorità Giudiziaria dopo aver convalidato l’arresto ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere, dove tutt’ora permane.
Nella circostanza, è opportuno ricordare che “noi Carabinieri possiamo aiutarti”: se sei vittima di maltrattamenti, puoi chiedere aiuto e supporto tramite i numeri 112 NUE o 1522 entrambi disponibili h24, oppure puoi recarti presso un qualsiasi presidio dell’Arma dei Carabinieri presente sul territorio nazionale. “Non restare in silenzio … chiedi aiuto!”






