22 Aprile 2024

Il furto di portafogli era una cosa di famiglia

Il furto di portafogli era una cosa di famiglia

Per padre e figlio il furto dei portafogli era un’arte. Le vittime erano derubate anche dei soldi prelevati con i bancomat o usati per fare spese.

Asec Trade S.r.l.

Da Siracusa a Catania andata e ritorno con furto. Questa era la mission di un pregiudicato 68enne agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e del figlio 26enne. La zona di caccia era compresa tra San Giovanni la Punta e Tremestieri Etneo. Nei supermercati le vittime erano quasi sempre donne. I due uomini agivano in trasferta sicuri di non essere riconosciuti, soprattutto dalle forze dell’ordine.

Questo il contesto delle loro ripetute azioni criminali che compivano sempre con lo stesso modus operandi. Scelta la vittima, solitamente una donna che aveva appoggiato la borsa sul carrello, il 68 enne le si avvicinava con una scusa e, approfittando di un momento di distrazione, le sfilava i portafogli dalla borsa per poi uscire senza fare acquisti. Raggiunto il figlio, i due si allontanavano e scattava la seconda parte del piano, che prevedeva il prelevamento di contanti mediante le carte di pagamento trovate nel portamonete trafugato. In particolare, era il figlio quello incaricato a prelevare il denaro presso i bancomat.

Ai danni di una signora che aveva riposto nella parte anteriore del carrello sia la borsa che il suo cagnolino, l’uomo ha finto di mostrare interesse verso l’animale e poi, non appena la donna gli ha dato le spalle, ha afferrato con mossa repentina il portafogli dalla borsa e si è dileguato. Immediatamente dopo, i due uomini si sono recati all’interno di un centro commerciale poco distante e il più giovane ha adoperato le carte di credito della vittima per prelevare l’importo di 1250,00 euro presso uno sportello ATM.

In altre occasioni, invece, le carte, dopo il furto dei portafogli,  sono state adoperate anche per acquisti presso profumerie o negozi di tabacchi, al fine di massimizzare il profitto del reato. Il padre a commettere i furti con destrezza e, sempre previo accordo tra loro, era il figlio che adoperava le carte bancarie rubate. I borsellini, invece, venivano gettati via, con ulteriore aggravio per le vittime che, oltre a patire un ingente danno economico, dovevano duplicare tutti i documenti di identità contenuti.

Al padre, che ha già riportato numerosissime sentenze definitive di condanna per furto, evasione e altri reati, è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere mentre per il figlio, incensurato, è stata richiesta e ottenuta la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.