09 Aprile 2024

Caltagirone, “Mi Amor”: beni adibiti a case di prostituzione

Caltagirone, “Mi Amor”: beni adibiti a case di prostituzione

L’indagine “Mi Amor” avrebbe permesso di scoprire un’organizzazione criminale dedita al reclutamento di donne provenienti dal Sud-America.

Asec Trade S.r.l.

I Carabinieri della Compagnia di Caltagirone hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltagirone, nei confronti di 9 persone, in relazione ai reati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

A capo dell’associazione due donne provenienti dalla Colombia, dedite anche loro al meretricio. Due vere e proprie “case d’appuntamento” messe a disposizione dai proprietari tant’è che oltre a tollerare il continuo andirivieni dei clienti, si sarebbero anche preoccupati di garantire la biancheria pulita ad ogni arrivo di nuova ragazza.

 

Qui le vittime, secondo un rodato sistema di rotazione, sarebbero rimaste solamente una settimana, spostandosi poi, solitamente il lunedì, verso altri Comuni siciliani tra cui Messina, Trapani, Palermo e Agrigento per evitare le attenzioni delle forze dell’ordine.

Durante la loro permanenza nel calatino, le due organizzatrici, avrebbero poi gestito tutte le quotidiane e basilari necessità delle loro prostitute. Le donne avviate al meretricio sarebbero state costrette sia a cedere parte dei ricavi derivanti dall’“attività lavorativa”, che a versare giornalmente all’organizzazione una quota che sarebbe servita da “canone” per l’alloggiamento negli appartamenti.

In conclusione, sono stati sequestrati in via preventiva i due immobili ove si svolgeva l’illecita attività di meretricio, nonché è stata condotta in carcere una delle 2 donne indagate; 2 uomini di Caltagirone sono invece stati collocati agli arresti domiciliari, mentre sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria 5 soggetti, di cui 2 coniugi calatini e 3 residenti in altri Comuni. A questi ultimi tre, inoltre, è stata applicata anche la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Caltagirone. Ancora in corso le ricerche di una delle due indagate a capo dell’organizzazione criminale.

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redazione

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