20 Marzo 2024

L’ombra della mafia sui disordini allo stadio Euganeo

L’ombra della mafia sui disordini allo stadio Euganeo

La Polizia di Stato di Padova ha arrestato per gli incidenti allo stadio Euganeo 8 tifosi del Catania, tre dei quali esponenti della mafia.

Due uomini di 40 anni e un 41enne tra gli arrestati, gravati a vario titolo da associazione mafiosa, rapina, stupefacenti, reati da stadio, contro la persona e il patrimonio e già destinatari di Daspo. A riportarlo la Questura di Padova. Tra questi vi è quello che ha favorito l’invasione di campo dei delinquenti etnei presenti allo stadio sollevando un maniglione per aprire il varco. Un quarto delinquente è stato arrestato mentre si stava imbarcando da Milano Linate in un volo verso Edimburgo. Tre è sono stati tratti in arresto a Catania, mentre l’ottavo è stato fermata a Venezia. Durante gli scontri sono otto i poliziotti feriti: 4 agenti della Digos e 4 del Reparto Mobile.



Quanto accaduto ieri sera allo Stadio Euganeo di Padova sembra, per numero di persone coinvolte (dalle immagini almeno 50) che per modalità, un’azione ben organizzata, non giriamoci intorno, era premeditata. Sta ora da capire il movente. Vista la presenza di esponenti di cosa nostra catanese tra gli spalti potrebbe essere legata ad una richiesta estorsiva non onorata. A Catania fenomeni di questo tipo non sono inediti, come i disordini in serie alla discoteca ex Dogana, dove i Cappello e Mazzei se le sono date di santa ragione anche a colpi di pistola, per il predominio e dove a guardare tutto a distanza di sicurezza vi era Niko Pandetta, al momento in carcere per scontare un residuo di pena.

Non stupirebbe quindi se da degli approfondimenti investigativi su quanto accaduto allo stadio Euganeo, uscisse una verità simile. Poi c’è anche altro: qualche ora prima della partita era caduta, dopo 20 anni, una delle piazze di spaccio tra le più prolifiche e organizzate di Catania. Quella del “Locu”, era diventata la piazza simbolo dell’impunità per i trafficanti e gli spacciatori di crack e cocaina. Una risposta della presenza mafiosa agli arresti avvenuti in mattinata? È presto per dirlo, ma l’idea non è fuori luogo.

Ora ci si aspetta la mano dura del Prefetto e Questore, visto che alle baruffe poco distanti dallo stadio Massimino per Catania Pescara di Coppa Italia succedette la chiusura dello stadio per una partita. Purtroppo gli episodi nulla hanno ancora insegnato a Catania, città che non si sdegna, non si sveglia dal torpore e non isola definitivamente questi delinquenti, ma che con sconcerto di pochi, addirittura assolve e giustifica sui social gli autori di questi atti di terrorismo puro.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.