15 Marzo 2024
C’è tanta buona scuola nelle periferie di Catania

Antonio e Maria (nomi di fantasia) sono due fratellini di 9 e 6 anni, dallo sguardo vispo. Da poco hanno ripreso a frequentare la scuola primaria di Librino gestita da oltre 20 anni da un’associazione culturale, in convenzione con il Comune.
Qui ogni problema si amplifica per via di un degrado socioeconomico tutt’intorno non facile da governare. Così il rischio della dispersione scolastica rimane elevato. Per settimane, Antonio e Maria hanno accumulato tante assenze a scuola e, quando di rado presenti, si sono mostrati poco curati nell’aspetto e molto provati.
Si scopre così il vaso di Pandora.
I bambini, orfani di padre, morto un anno prima per un incidente sul lavoro, vivono pressoché privi di sostentamento economico con la madre, già da tempo in precarie condizioni psichiche e con addosso i segni di una grave depressione. La donna ha scarso supporto dalla famiglia, perché è senza genitori. Non è chiaro se il medico si limiti a darle antidepressivi, o invece, se li procuri da sola. In ogni caso, i farmaci non bastano a scacciare la sua ossessione di farla finita e di buttare giù dal dodicesimo piano dell’appartamento in cui vive anche il figlio Antonio perché, a suo dire, è ingestibile. Qualcuno ha sempre saputo, ma tace.
Per chi insegna a Librino, il compito è multiplo. Educatore e formatore, ma anche familiare aggiunto.
Vengono così allertati i servizi sociali e le forze dell’ordine; i bambini affidati ad una cugina della mamma che rifiuta però di farsi curare in ospedale.
La scuola rimane in contatto sempre con la mamma, fino al giorno in cui non si hanno più notizie. Chiamate le autorità di pubblica sicurezza per forzare la porta ed entrare in casa, la scena che si presenta è straziante: lagiovane donna riversa a terra, in overdose di psicofarmaci, è agonizzante. Entrata in coma, morirà qualche mese dopo.
Antonio ha schivato la possibile furia matricida causata dalla malattia psichica. Si è salvata forse pure Maria. Anche se questa storia lascerà cicatrici dentro di loro, stanno recuperando serenità a scuola dove sono trattati dagli insegnanti come fossero loro figli.






