15 Marzo 2024

Catania, la città delle periferie

Catania, la città delle periferie

Catania, inteso come il centro storico dove insistono uffici comunali, turisti o studenti universitari, è una periferia del ben più affollato quartiere di Librino.

Fuori metafora per comprendere la città e le sue dinamiche, non bisogna necessariamente esplorare il centro storico ma piuttosto i quartieri dell’hinterland che ospitano buona parte dei quasi 300.000 residenti: Librino 70.000 abitanti; San Giovanni Galermo 40.000; San Cristoforo 20.000 per continuare con i quartieri Monte Po, Vaccarizzo, Civita e tanti altri.



Insomma, guardando e vivendo la città del centro non si capisce Catania.

Non si comprende ad esempio l’emergenza alimentare (sono ancora tanti i bambini che non mangiano cibi nutrienti come la carne) o non si comprende a pieno le difficoltà della donna e l’emergenza culturale che negli ultimi anni spesso è degenerata anche in femminicidio.

C’è l’emergenza scolastica con picchi di evasione e record europeo di dispersione: una condanna per il 25% dei bambini privi pertanto della cultura necessaria per il proprio futuro.

Attenzione! Le periferie non sono abbandonate ma vanno piuttosto lette meglio e sostenute nella voglia di rinascita. Per questo motivo si può essere ottimisti per il futuro delle stesse e quindi della città.

Sant’Egidio è presente in periferia attraverso le Scuole della Pace che da tempo coinvolgono i bambini italiani e stranieri; il centro di distribuzione di generi alimentari che servono oltre 2000 persone coinvolte; il monitoraggio di quasi 700 anziani della I municipalità e anche l’amicizia con i senzatetto e gli stranieri.

Fortunatamente ci sono altre valide realtà nei quartieri ma anche presenza dello Stato. Vedo di buon occhio, come ho più voltedichiarato, l’operato del presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella, così come la tensione per le periferiedell’arcivescovo Luigi Renna. Due voci alle quali bisogna aggiungere quella dell’Università con 70 studenti del polo penitenziario e tanto altro ancora.

In definitiva “la città delle periferie” è sicuramente il luogo delle emergenze e difficoltà, ma anche portatrice di istituzioni, associazioni e donne e uomini che mai come adesso sono in grado di costruire un dibattito ricco di speranza per chi attende una strada alternativa a quelle senza uscita, troppo spesso segnate dal degrado e dalla rassegnazione.

di Emiliano Abamo, presidente Comunità di Sant’Egidio

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redazione

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