07 Marzo 2024

Oxford Debate nel corso di Principi di Management

Oxford Debate nel corso di Principi di Management

Studentesse e studenti a confronto sulla leadership maschile e femminile.

Il modo migliore per ricordare la giornata internazionale dei diritti delle donne, la cosiddetta Festa della Donna che ricorre domani, è discutere, parlare, riflettere e soprattutto rimuovere gli stereotipi e i pregiudizi che allontano anziché avvicinare il mondo delle donne e quello degli uomini.

Al corso Principi di Management, impartito al Dipartimento di Economia e Impresa dal prof. Rosario Faraci, questa mattina si è sperimentata una originale metodica didattica, l’Oxford Debate, in cui due tesi contrapposte sono state discusse ed argomentate civilmente da due gruppi di “debaters”, ciascuno dei quali – era questa la regola del gioco – non doveva attaccare verbalmente l’altro.



Sul tavolo è stata posta dal docente la questione se e come le caratteristiche distintive della leadership maschile o viceversa quelle della leadership femminile siano importanti per le aziende. Un tema che di per sé è sempre divisivo, proprio perché spesso è intriso di preconcetti e preclusioni che non aiutano né una parte né l’altra a trovare punti di contatto, pur nella consapevolezza che nelle aziende e nelle organizzazioni esiste il “gender gap” ed ancora le figure femminili di vertice sono sottorappresentate.

In aula, a parti invertite e con “gli occhi degli altri”, le studentesse Alessia e Margherita hanno argomentato la tesi della leadership maschile, mentre gli studenti Denis e Francesco hanno discusso quella della leadership femminile. Empatia, inclusività, determinazione, capacità di dialogo, forza e coraggio sono state le parole chiave utilizzate dai “debaters” durante le loro presentazioni.

Subito dopo si è animato un interessante dibattito in aula che ha coinvolto colleghe e colleghi, che si sono equamente distribuiti in favore di una tesi e dell’altra. In conclusione c’è stata l’arringa finale dei due “debaters” e il voto dell’aula che ha registrato una sostanziale parità tra le due tesi.

“Il valore aggiunto di questa sperimentazione didattica – ha sottolineato il prof. Faracista proprio nella contrapposizione fra due tesi che, seppur opposte, non devono mai alimentare uno scontro verbale, ma favorire invece un civile confronto tra le parti. A parte l’utilità di rendere protagonisti i giovani che per una lezione vanno in cattedra al posto del loro docente, c’è il grande beneficio, per tutti, di rimuovere pregiudizi e stereotipi su temi – come quello dei diritti delle donne – che spesso sono “gridati” e che invece meritano di essere affrontati ragionevolmente ad ampio spettro”.      

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redazione

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