02 Marzo 2024

La storia degli atleti Jesse Owens e Luz Long

La storia degli atleti Jesse Owens e Luz Long

I percorsi dei due atleti in un libro che sarà presentato oggi pomeriggio a Motta Sant’Anastasia.

“Le amicizie nate sul campo durante le gare sono le vere medaglie d’oro in una competizione. I premi col tempo si consumano, mentre le amicizie non si ricoprono di polvere”.

Jesse Owens, lo straordinario campione statunitense di atletica leggera, vincitore di 4 ori alle Olimpiadi di Berlino, valgono come un testamento sportivo e di valori, unico da estendere in modo universale. A rileggere oggi, a ripensare a quella straordinaria amicizia con Luz Long nata proprio all’Olympiatadion di Berlino, davanti ad Adolf Hitler, viene la pelle d’oca.



Quel tedescone, biondo e ricco di vita, morirà all’età di 31 anni nella battaglia di Biscari, in Sicilia, in quell’agognata estate del 1943, che segnò l’inizio della resa tedesca. Ancora oggi la cinematografia e la
letteratura parlano di un rapporto speciale che ha superato epoche e generazioni ancora vivo. Più forte dell’odio. Long è ancora oggi un esempio.

Il suo corpo è sepolto a Motta Sant’Anastasia, al Cimitero Tedesco. Anche in guerra Long scrisse all’amico Jesse di non perdere di vista la figlia, di cercare suo figlio. Oggi salteranno in cielo, insieme. Ne
siamo convinti.

Oggi pomeriggio, proprio nella splendida location del Castello Normanno di Motta Sant’Anastasia, si presenterà il libro “Berlino 1936, la storia di Luz Long e Jesse Owens”, l’opera di Giuseppe Assandri, che racconta l’amicizia tra i due campioni, le loro storie, le sensazioni trasmesse di quei Giochi Olimpici che furono un manifesto del Nazismo. E che ancora oggi fanno parlare per l’alto valore etico di quell’abbraccio.

Oltre alla presentazione del libro ci sarà anche
la proiezione del cortometraggio Freunde, curato dalla regista Lavinia Zammataro (e Vladimir Di Prima) che racconta in 11 minuti, proprio i due campioni.

Storie che nell’anno dell’Olimpiade di Parigi prendono
forma e diventano modello da raccontare e da far vivere.

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Nunzio Currenti

Nunzio Currenti