01 Marzo 2024
Gli arbitri catanesi nel “un fischio lungo 90 anni” di Salvo Consoli

La storia degli arbitri di calcio catanesi nel libro “un fischio lungo 90 anni” di Salvo Consoli, che ha realizzato un certosino lavoro di ricostruzione.
Dalle rigorose giacchette nere di una volta alle variopinte uniformi giallo evidenziatore o fucsia, con tanto di sponsor. Dai segnali in codice personalizzato tra i componenti della terna, diventata negli anni un poker di arbitri, all’auricolare e alla scatoletta magica chiamata Var. E’ cambiato il mondo in novanta anni, è cambiata la società e il calcio. Gli arbitri, invece, sono rimasti fedeli al dovere imposto dalla propria passione, al fischio come confine sonoro tra il bene e il male, alla certezza che – errori o meno – a fine partita saranno criticati, perché sono un ottimo alibi per lo sconfitto o il deluso. Ma l’unica valutazione che li condizionerà, che accetteranno con serenità, sarà quella di un collega superiore. L’arbitro è questo e tanto altro e infatti è stata necessario un corposo prodotto editoriale “Un fischio lungo 90 anni – La storia degli arbitri di calcio catanesi dal 1932 al 2022” per racchiude aneddoti, eventi, iniziative, personaggi storici del panorama calcistico siciliano, ben oltre l’influenza dell’Etna.
Autore dell’opera l’arbitro benemerito Salvo Consoli, che si è avvalso della collaborazione di un altro associato AIA benemerito, Enrico Pappalardo, noto anche per l’attività teatrale e, non caso, elegante e misurato conduttore, affiancato dall’associata Cristina Lunelio. Ospite d’eccezione della manifestazione il presidente dell’AIA Carlo Pacifici, e volti noti come il presidente del Comitato Regionale Arbitri Michele Giordano e per la FIGC il delegato etneo Lino Gurrisi e il giudice sportivo Danilo Privitera.
Il presidente Pacifici nel suo intervento ha sottolineato come l’arbitraggio “sia anche un’attività di rilevanza sociale”, per poi esprimere un commento sul libro con oggetto i 90 anni della Sezione di Catania, “che racchiude tanti ricordi e forma la memoria, perché, come dice un vecchio detto: non c’è futuro senza memoria”. A seguire il saluto del presidente CRA Michele Giordano, che ha posto in risalto la tradizione dei grandi arbitri siciliani, e quello del magistrato Carlo Caponcello, componente della Commissione esperti legali dell’AIA: “Oggi più che narrare noi ‘fotografiamo’ perché abbiamo delegato la nostra memoria alle tecnologie, ma la parola scritta è fonte di memoria per cui l’importanza di aver realizzato il libro sulla storia degli arbitri catanesi è quella di aver cristallizzato un dettagliato percorso storico, anche attraverso iconografie e racconti”. Il collega Ignazio Fonzo, procuratore aggiunto della Corte d’Appello di Catania, per qualche minuto ha intrattenuto la platea rammentando i suoi brevi trascorsi arbitrali e ponendo in risalto la brillante iniziativa editoriale.

Salvo Consoli, ha illustrato il certosino lavoro di ricostruzione cronologica, iconografica e di sintesi per la realizzazione dell’opera. Tanti i personaggi citati nel libro, anche non più associati, che hanno preso parte alla cerimonia. In rappresentanza di alcuni hanno presenziato i loro familiari. Il manager della sanità Angelo Pellicanò, componente del Modulo Biomedico del Settore tecnico dell’AIA, ha evidenziato i valori dell’arbitro di calcio, tra cui l’impegno, i sacrifici e la passione. Prima degli interventi conclusivi, il saluto del giornalista Gianfranco Troina che ha curato la postfazione, quindi il presidente Tony Taranto, assieme ai suoi vice Luciano Nicolosi ed Enrico Ventura, ha consegnato una targa a Salvo Consoli e Enrico Pappalardo per l’impegno e la passione profusi nella realizzazione del libro, salutando la platea e lanciando l’arrivederci alle celebrazioni dei 100 anni, del 2032. Apprezzamento per l’attività svolta, particolarmente formativa soprattutto per i giovani, e per il libro, che racchiude storia, passione, sacrifici e successi, è stato manifestato con un messaggio dal presidente dei giornalisti sportivi catanesi, Daniele Lo Porto, che non ha potuto partecipare per un imprevisto impegno professionale.






