01 Marzo 2024
Giuseppe La Venia, il racconto di vita e giornalismo

Amato dai telespettatori che durante il lockdown seguivano le notizie da Codogno del coraggioso inviato Rai.
Da giovane promettente di Telecolor a inviato di punta del TG1…
Quanto è stato importante per la sua carriera l’incontro umano e professionale con Nino Milazzo (quando era alla direzione della redazione di Telecolor)?
“Per me è stato come un padre, lo ricordo innanzitutto per l’affetto che mi ha dato oltre per ciò che mi ha insegnato giornalisticamente. Mi ha aiutato a superare le mie insicurezze e le mie ansie”.
Ha raccontato i fatti di cronaca più importanti degli ultimi anni, dall’avvento della pandemia alla guerra in Ucraina. Quali sono gli eventi che l’hanno segnata di più?
“Sicuramente la guerra in Ucraina, così come il terremoto in Turchia: due esperienze fortissime. In Ucraina ho fatto i conti con paure che pensavo di non avere. Appena arrivato lì, sono entrato in un bunker per rifugiati insieme ad altre sessanta persone circa, a seguito di un allarme aereo.
In un ospedale pediatrico oncologico, ancora una volta durante un allarme aereo, ho visto i bambini fare la chemioterapia sottoterra nei bunker”. Uno di quei bambini conosciuto a Leopoli è stato curato per un periodo a Firenze. “Non dimenticherò mai il bambino che calciava meglio di Ronaldo”, scrive La Venia sui social dopo la notizia della sua prematura scomparsa.
“Poi, da siciliano che da ragazzino ha vissuto il periodo delle stragi, sono felice d’aver raccontato la cattura di Matteo Messina Denaro, ultimo Padrino di Cosa Nostra. Temevo di concludere la mia carriera prima che lo Stato riuscisse a prenderlo. Recentemente – conclude – il femminicidio di Giulia Cecchettin mi ha segnato internamente”.
I continui collegamenti in tv con il TG1, a marzo 2020, hanno segnato un punto di svolta per la sua carriera. Cos’è successo?
“Quando è stato segnalato il paziente ‘1’, io mi trovavo a Codogno dove sono rimasto per 95 giorni di fila, senza possibilità di poter andar via. Fortunatamente non mi sono ammalato. Quei giorni sono valsi come trent’anni di carriera. Gli italiani erano rinchiusi in casa, tutti guardavano il TG1 per essere costantemente aggiornati ed io ero presente in tutte le edizioni del telegiornale, per questo ad oggi sono così conosciuto. Sono stato contattato persino da diversi genitori (sorride, ndr) i quali mi richiedevano dei video saluti per i loro figli. Sui social sono nate anche delle fan page a mio supporto”.
Quando è rientrato dall’Ucraina è stato ospite in alcune scuole per raccontare la sua esperienza …
“Mi premeva raccontare che la guerra non è solo macerie. I più deboli sono il primo bersaglio, pertanto gli ospedali sono stati tra i primi posti ad essere presi di mira. Guardare negli occhi i ragazzi è importante, hanno altri linguaggi, bisogna intercettare il loro modo di recepire il racconto. Per me è una sfida oltre che un piacere”.
Da inviato ha viaggiato per l’Europa. Cosa pensa quando torna in Sicilia?
“Ammetto che apprezzo ancor di più le bellezze della nostra terra quando faccio ritorno a casa dopo diverso tempo; tanto da rimanere estasiato. Sono meno felice quando noto che – ancora oggi, in certe zone – i rifiuti hanno la prevalenza rispetto al paesaggio o quando si parla delle grandi incompiute come i cantieri sulle autostrade Catania – Palermo, Catania – Trapani e Catania – Siracusa. Le tempistiche per realizzare un’opera pubblica sono assurde, per non parlare del servizio ferroviario in Sicilia, un’immagine ferma nel tempo agli anni ’50”.
Chi è Giuseppe?
Originario di Adrano, è nato il 28 marzo del 1972. Ha mosso i primi passi da adolescente nella sua città natale presso l’emittente Radio Studio Italia. Passava i dischi e registrava la radio cronaca delle partite di terza categoria. Ha lavorato a TVA e poi ha iniziato a scrivere per il quotidiano La Sicilia. Il primo salto di qualità è stato Telecolor dove ha lavorato per circa sei anni occupandosi di tutto, dallo sport alla cronaca, dal telegiornale ai programmi tv. Poi venne licenziato e andò a lavorare per Eventi Sicilia a Vittoria. Prima di passare alla tv nazionale ha lavorato per La Vita in Diretta e TG3 Liguria. Da quando lavora per la Rai, dopo aver vinto il concorso, la sua base operativa è Roma.






