23 Febbraio 2024

Marcello Rodano, Segretario Provinciale Generale del sindacato di polizia MP: “Le parole che non ho detto…”

Marcello Rodano, Segretario Provinciale Generale del sindacato di polizia MP: “Le parole che non ho detto…”

In data 8 febbraio u.s., nell’ambito del programma di approfondimento “Dritto & Rovescio” condotto da Paolo Del Debbio in prima serata su Rete4, è stato effettuato un collegamento in diretta da Catania al fine di far sentire la voce di alcuni cittadini particolarmente impressionati dalla triste vicenda della ragazzina tredicenne violentata al giardino Bellini da un gruppo di ragazzi extracomunitari accolti sul territorio nazionale in qualità di minori stranieri non accompagnati.

         Nell’ambito di tale collegamento, il segretario provinciale del sindacato di polizia MP, Vice Questore i.q. dr. Marcello Rodano, è stato intervistato al fine di esprimere il suo pensiero sull’increscioso evento.

         Cionondimeno, nel momento in cui gli veniva passato il microfono, le asfittiche esigenze di palinsesto del citato programma inducevano l’intervistatore a troncare sul nascere le articolate argomentazioni che il Vice Questore Marcello Rodano avrebbe voluto, ad onor di verità, esprimere sulle effettive condizioni della sicurezza pubblica a Catania, dirottando le sue dichiarazioni su dati di fatto che, decontestualizzati dal quadro d’insieme in cui avrebbero dovuto essere inseriti, potrebbero prestarsi ad una lettura riduttiva e distorta dell’attuale gestione della politica di sicurezza pubblica a Catania, ragion per cui si impone il doveroso seguente chiarimento:



  • Prendendo la parola, il Vice Questore Rodano, se non fosse stato interrotto per ragioni di tempistica, avrebbe voluto puntualizzare che il Questore di Catania dr. Giuseppe Bellassai, insediatosi nel mese di ottobre 2023, cioè circa 4 mesi or sono, ha ereditato una città che, secondo i dati di Numbeo, il più potente database al mondo di dati sulla criminalità, era stata classificata al terzo posto come città più pericolosa d’Europa e al primo posto come città più pericolosa d’Italia, mentre adesso, dopo circa 4 mesi appena dall’inizio del suo mandato, il capoluogo etneo è stato retrocesso di alcune centinaia di posti da tale avvilente graduatoria;
  • Uno dei primi provvedimenti adottati dal Questore Bellassai, fu quello di recuperare al controllo dello Stato un vero e proprio centro commerciale abusivo edificato con baracche di compensato e cartongesso all’interno del degradato quartiere di San Berillo, ove erano stati approntati abusivamente e in spregio alla legge, negozi di barbiere, mini bar con vendita abusiva di superalcolici, allevamenti di piccoli animali per uso alimentare e rivendite di mercanzia varia di dubbia provenienza. E per procedere a detta operazione di recupero e passare a setaccio tutto il rione, si riuscì a mettere in campo, dopo anni di giaculatorie e paturnie sulle carenze di organico delle forze di polizia catanesi, circa 200 uomini dei vari organismi interforze all’uopo impiegati, facendoli ausiliare finanche da un elicottero della Polizia di Stato. Va puntualizzato, al fine di una corretta percezione delle dimensioni del problema affrontato e risolto, che per sgomberare dalla pubblica via le indecorose posticce baracche che erano state adoperate come negozi abusivi, si dovette ricorrere ad una ruspa cingolata che si prodigò per mezza giornata al fine di ultimare il repulisti;
  • Lo stupro di gruppo della villa Bellini, stereotipato dai media come un indicatore in negativo delle condizioni della sicurezza pubblica a Catania, rappresenta, ad onor del vero, un caso tanto spregevole quanto eccezionale nella citta etnea, che tutto può lamentare, tranne la presenza massiva fra i suoi malviventi di stupratori, siano essi individuali o di gruppo. Possiamo anzi affermare che nello stesso ambiente delinquenziale catanese, lo stupro è considerato una condotta spregevole e disonorevole, per come d’altronde la rarità di tali casi all’interno della cronaca nera ci insegna. E l’imprevedibilità derivante dall’eccezionalità del caso, avrebbe fatto apparire impensabile a chiunque l’approntamento di servizi mirati di sorveglianza in un’area in cui non si sono mai registrati, nel medio passato, reati di tale elevato allarme sociale;
  • Al contrario, i dati di teppismo e criminalità diffusi, con cui il Questore Bellassai si ritrovò a confrontarsi all’atto del suo insediamento, essendo stati interpretati nella maniera dovuta, hanno suggerito l’approntamento e l’espletamento di un florilegio di attività di polizia di prevenzione che, giorno dopo giorno, hanno ridimensionato o azzerato atavici problemi di diffusa illiceità molesta (vds. parcheggiatori abusivi) e fenomenologie di mortificante anarchia sociale (vds. risse al centro storico ed esplosioni di fuochi d’artificio);
  • Ultima ma non meno importante, l’endemica penuria di organico del corpo di polizia municipale, a cui è deputata la vigilanza stabile e permanente del giardino Bellini, rende aleatoria una risoluzione immediata e duratura della prevenzione di atti di teppismo all’interno della vasta area del parco e tale carenza di personale prescinde, per circostanze di bilancio, dalla volontà dell’attuale amministrazione comunale, ragion per cui, pur nella comprensione della istintiva ricerca, da parte della pubblica opinione, di responsabilità di qualsiasi tipo dinanzi ad eventi efferati come quello di una violenza sessuale di gruppo, appare ragionevole ricondurre la vicenda all’interno di uno sciagurato caso di isolato comportamento di 7 turpi adolescenti. Tanto si riteneva opportuno puntualizzare.
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redazione

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