09 Febbraio 2024

Sicurezza Catania, si spacca il vaso di Pandora

Sicurezza Catania, si spacca il vaso di Pandora

Il Sindacato autonomo Polizia (Siap) di Catania sulla sicurezza: “2.500 interventi al mese delle forze dell’ordine, vanificati da “norme paletto”.

Lo stupro alla Villa Bellini sembra aver scoperchiato il Vaso di Pandora. Ma l’amministrazione comunale chiarisce: “Esiste un piano in linea con gli interventi iniziati mesi fa della questura. Per quest’anno previsti nuovi vigili urbani a tempo determinato, un progetto per ulteriori 150 telecamere, avviati censimento e diffide ai proprietari di immobili lasciati al degrado”.

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Ecco i fondi per potenziare la sicurezza a Catania

Ed in effetti i fondi ci sono. Nel triennio 2021-2023 la città aveva ricevuto 1,146 milioni di euro, ora il Comune ha tempo fino al 30 aprile 2024 per chiedere l’accesso alle risorse del Fondo per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei Comuni” (clicca qui ) finanziato dai Ministeri dell’Interno e Economia e Finanza per l’anno in corso. Stessa tempistica per il 2025 e il 2026, ed è possibile presentare anche una sola domanda per l’intero periodo 2024-2026. “Lo sapevamo – conferma Giuseppe Ferraro, capo di gabinetto del Sindaco – e infatti sono in corso di predisposizione nuove assunzioni di vigili urbani a tempo determinato”.

 “Nel precedente triennio – precisa Stefano Sorbino, comandante Polizia localeabbiamo utilizzato tutti i fondi messi a disposizione per assumere 46 agenti determinato. Appena avremo contezza del nuovo importo spettante a Catania riproporremo un progetto volto ad assumere quanti più Agenti possibile, in base ai nuovi costi contrattuali”. Non solo: “C’è- aggiunge Ferraro – un ulteriore progetto di altre 150 telecamere per quest’anno, la Direzione Urbanistica ha inoltre già mandato diffide ai proprietari di immobili abbandonati e il loro censimento. Tutto in linea con le azioni iniziate mesi fa dalla Questura”.

San Berillo, dopo lo sgombero ancora denunce. I residenti: “La sicurezza a Catania è a farsi benedire”

Il riferimento è all’eclatante sgombero del quartiere San Berillo (clicca qui) dello scorso 19 ottobre, zona che soffre del fenomeno di immobili occupati e dove sembra esistere il “mondo di mezzo” di Catania tra droga, prostituzione, dove vivono minori sfuggiti alle comunità e dove non può entrare chiunque. Tanto che in breve tempo la situazione sembra essere tornata la stessa di sempre, con intere vie e case occupate, ovviamente non curate, con i rischi che ne conseguono tra incendi e allacci abusivi (e non sicuri) alla corrente. Eppure, è il capo di gabinetto ancora a dire “il discorso è complesso, ma non c’è nessuna emergenza sul tema”. Possiamo dire con certezza che i residenti “ufficiali” della zona non la pensano nello stesso modo, e denunciano ogni giorno degrado e mancato rispetto delle regole del vivere civile, rapine, furti, presidi di posteggiatori abusivi, danni alle macchine in sosta, e tanto altro.

Dal Governo fondi per potenziare potenziare mezzi e forze operative

Eppure il bando per il Fondo dei Ministeri, Interno e Mef, parla chiaro: oltre agli interventi già previsti dal Comune, più vigili e telecamere (“non è ammesso il finanziamento per la sostituzione o manutenzione di videosorveglianza già realizzati”), si aggiunge la possibilità di “acquisto e installazione di apparati tecnologici e di sistemi per il potenziamento delle sale operative della Polizia locale e per l’interconnessione delle medesime sale operative tra di loro e con quelle delle Polizie locali di altri Comuni e delle Forze di polizia”. Ma anche per la “realizzazione, adeguamento, potenziamento e messa a norma delle camere di sicurezza nelle disponibilità delle Polizie locali”. Sicurezza Catania

Riqualificare ricollocare  i più deboli

Bene l’avvio del censimento e le diffide ai proprietari di immobili in stato di abbandono, “al fine – si spiega – del superamento dello stato di incuria e degrado per prevenire reati e pericoli che minacciano la sicurezza urbana”, ma l’Amministrazione può anche intervenire e “agire in danno dei proprietari, e una volta recuperate le somme, le stesse restano nella disponibilità, con vincolo di destinazione, per la realizzazione di iniziative di riqualificazione delle aree urbane in particolare condizioni di degrado”. Esiste inoltre, riguardo agli “occupanti abusivi” sgomberati, la possibilità di ricollocare con il finanziamento “minori stranieri non accompagnati, soggetti senza fissa dimora e in condizione di fragilità psicofisica, nuclei familiari in situazioni di vulnerabilità sociale quali la presenza di disabili, figli minori o ultra 65enni”.

Disagio giovanile e dispersione scolastica. L’altra battaglia per la sicurezza a Catania

Altro capitolo riguarda la possibilità di finanziare iniziative contro il disagio giovanile, dispersione scolastica e devianza minorile, con particolare riferimento al bullismo e cyberbullismo, alla violenza giovanile e al fenomeno delle baby gang, anche attraverso partnenariato pubblico-privato, nonché il “monitoraggio nelle zone a maggior aggregazione giovanile per prevenire e contrastare il fenomeno della cosiddetta malamovida, oltre ad avviare progetti di impegno civico, percorsi di autonomia socio lavorativa e il rafforzamento della partecipazione e dei legami con le comunità locali”.

Tommaso Vendemmia (SIAP): “Passano anni, ma nulla è cambiato”

Tutte opportunità che sembrano cucite su misura per Catania, una città che si indigna per episodi come lo stupro a Villa Bellini, solo perché più recente, “ma come successo anche alcuni anni fa con un altro analogo – sottolinea Tommaso Vendemmia, segretario generale provinciale Siapanche allora si invocò l’intervento dell’esercito, ma qualcuno si è reso conto che da allora ad oggi non si è fatto praticamente nulla? Il mondo politico locale, bipartisan, non può certo limitarsi a puntare il dito sulla mancanza di telecamere o forze dell’ordine, mentendo sapendo di mentire. Si deve agire in modo sinergico, cittadini ed istituzioni insieme, senza demagogie politiche: la sicurezza non ha colore ed è di tutti”.

 “Catania è la città dell’immobilismo” sicurezza Catania

Manca il dialogo, il confronto – continua Vendemmia – si resta inascoltati e non se ne comprende il motivo. Probabilmente per superficialità, o peggio, supponenza. È imperativo agire, ed agire subito, anche e soprattutto coinvolgendo le parti sociali. Questa purtroppo è la città dell’immobilismo, al dinamismo viene preferita la staticità e tutto rimane fermo. Importanti misure come l’unificazione delle sedi di Polizia e Carabinieri sparse nel territorio catanese, con costi inaccettabili in termini di risorse economiche ed umane, non vengono attuate ed a pagare il conto sono sempre e solo i cittadini”.

Ultimo aggiornamento

Maria Elena Quaiotti

Maria Elena Quaiotti