06 Febbraio 2024

Domus Siciliae di Alessio Camarda Signorino

Domus Siciliae di Alessio Camarda Signorino

Quest’opera letteraria, prima figlia di Alessio Maria Camarda Signorino, mirabilmente illustrata dalle fotografie di Emilio Messina, è un incoercibile atto d’amore nei confronti dei Siciliani e della Sicilia.

L’Autore ci conduce per mano all’interno di dimore ancora abitate e ce le fa vivere con le parole del cultore d’arte e di storia, con lo sguardo stupito del bimbo che ruzza per i vari ambienti, l’animo ammaliato dai ricordi dei proprietari e degli amici.

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Un atto d’amore e di restituzione di dignità alla Nazione siciliana  tanto vituperata e maltrattata dal 1860 in poi.

Percorrere questi luoghi, giardini, dimore ci dà la consolazione e il brivido di una carezza sul volto, ci restituisce “sapore di casa”, come fa il dolce di una madre al bimbo dopo un lungo pianto.

In queste pagine la bellezza è patrimonio di tutti, non solo di coloro che hanno il privilegio e l’onere di custodirla.

Percorrere le stanze attraverso il racconto dell’autore, i ricordi di chi le abita e le immagini di chi le ha immortalate ci fa tornare ai giochi d’infanzia, a quando il mondo era ancora tutto da scoprire e il futuro meraviglioso.

Sentiamo i passi per le stanze, il suono di un pianoforte o di un’arpa, il cicaleccio dei discorsi ad una festa e anche il discreto fruscìo di pagine sfogliate in una stanza, prima di dormire e la preghiera nella cappella domestica.

Un mondo domestico e, al contempo, incantato, all’interno del quale tutti e ciascuno di noi può trovare un angolo di quiete e di felicità.

L’Autore dipinge le persone, i luoghi e le dimore con parole intrise di storia, cultura, gusto estetico, rispetto, curiosità ed affetto, trasmettendo a chi legge la voglia di apprendere, conoscere, scoprire altro ed altro ancora.

Tiziana Iannotta Paternò Castello di Càrcaci: “Grazie Alessio, che hai confezionato questo primo dono letterario: è stato un vero privilegio leggerti e viaggiare con te alla ricerca della migliore anima di Sicilia. Tu, che hai giurato di credere nelle fate, che sia proprio tu lo scopritore di pentole d’oro là, dove finisce l’arcobaleno?”.

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redazione

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