05 Febbraio 2024

La settimana catanese: più fede, meno festa e l’anatema contro le ‘ntuppatedde

La settimana catanese: più fede, meno festa e l’anatema contro le ‘ntuppatedde

La settimana catanese, dalla festa di Sant’Agata e le sinuose movenze delle ‘ntuppatedde allo stupro della 13enne.

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Una festa più grande, ancora di più. I superbotti della sera del 3, un concertone, rigorosamente made in Sicily,  degno di capodanno o del primo maggio, una folla incontenibile il 4, complice la giornata domenicale, che non ha comportato obblighi di ufficio o di scuola per migliaia di fedeli. Addirittura, la presenza della premier Giorgia Meloni, catanese d’elezione, nel senso che i catanesi le diedero una spinta importante per un’elezione che fu il suo trampolino di lancio nella politica che conta. Insomma, il motto “più fede, meno festa”, ribadito da monsignor Luigi Renna, sembra essere stato smentito dai fatti.

Certo, c’è stata una condivisa attenzione con le autorità civili verso aspetti sociali. E così, se il sindaco Enrico Trantino ha ceduto il suo posto sulla traballante carrozza del senato a tre giovani studenti, vincitori con il loro tema sulla Catania del futuro, l’arcidiocesi ha rinunciato al fastoso pranzo per i vescovi, per accogliere i poveri nella Chiesa di San Nicolò l’Arena, simbolo del passato opulento dei benedettini. Tutto bene, allora? No, tutt’altro. All’arcivescovo non piace l’annacata delle candelore e ancora meno le sinuose movenze delle ‘ntuppatedde, veste bianca, volto coperto da un velo e fiore rosso, simbolo del martirio, in mano. Esprimono il senso di gioia e di comunità, dicono le interessate, che respingono l’anatema del pastore della chiesa catanese. Ma se siano più maschere carnevalesche che devote in processione, il dubbio è lecito. D’altronde, la scadenza temporale della festa agatina, prossima ai coriandoli e ai carri allegorici, è sempre stata contaminata da moschettieri e pirati, accanto ai “sacchi” bianchi.

Tra fuochi d’artificio e applausi di popolo, si consuma la tragedia di una tredicenne e di più famiglie. Una violenza di branco, sette giovani egiziani, esplode nel cuore della città, alla Villa Bellini. Individuati e fermati in tempi record dai carabinieri. La giovane vittima è una martire, come Sant’Agata.

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.