15 Gennaio 2024

La settimana catanese: pedonalizzazione si, ma non così

La settimana catanese: pedonalizzazione si, ma non così

Dalla pedonalizzazione e gli shortini low cost al mistero (buffo) del cronoprogramma sugli interventi per l’aerea industriale, perché a Catania “semu tutti devoti tutti”.

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Prove tecniche di pedonalizzazione, dopo il blitz che ha portato alla chiusura del tratto di via Garibaldi fino a piazza Mazzini, adesso l’Amministrazione comunale avrebbe puntato il mirino su piazza Manganelli e via di San Giuliano. Già installare le videocamere per controllare i varchi, segnale di “ostilità” secondo gli operatori economici che aderiscono all’associazione Mio Italia. Roberto Tudisco, presidente provinciale, lancia segnali di fumo ed è pronto a scendere sul sentiero di guerra. “Nessuna interlocuzione con sindaco e Giunta, nessuna programmazione. I problemi non si risolvono blindando il centro storico, altrimenti saremmo stati noi i primi a lanciare l’idea – tuona in un freddo sabato mattina -. Così si rischia di far chiudere le attività storiche come sta succedendo in piazza Mazzini, il centro storico sarà frequentato solo da turisti alla ricerca di distributori di bibite e da ragazzini che spendono per la birra e lo shortino a 1,50 euro”.

Il presidente della Commissione urbanistica, Erio Buceti, tra il sorpreso e il convinto, però assicura che il Consiglio si è espresso in modo convinto: nessun intervento in materia di viabilità sarà adottato senza prima una approfondita discussione in aula. Piazza Federico di Svevia e piazza Stesicoro, insomma, possono attendere. Il sindaco Enrico Trantino prosegue, intanto, la sua crociata contro le cattive abitudini degli automobilisti catanesi, che praticano la consolidata arte del “parcheggia dove non si può e come si riesce”. Piazza Europa è la nuova area rossa, la trincea tra civiltà e inciviltà.

Verso Sant’Agata

Intanto, è iniziato il calendario di eventi che esploderanno, è il caso di dirlo, nei giorni che dal 3 al 6 febbraio sono dedicati alla patrona Sant’Agata. Altro test di legalità e civismo per decine di migliaia di catanesi. Monsignor Luigi Renna ha già tracciato l’identikit del “vero” devoto: fedina penale limpida, botti free e scommesse vietate. Vedremo come andrà a finire. O meglio: a che ora rientrerà la Santa, perché il ritorno in Cattedrale è la cartina di tornasole di questa città, altro che classifiche del Sole24ore.

Calcio, gioie e dolori

Il 4-0 al Brindisi, ultimo in classifica, non cambia, al momento, l’imperscrutabile futuro della squadra di Lucarelli. I recenti risultati stop and go confermano una mancanza di continuità dei rossazurri, da ora in poi la responsabilità ricadrà sui nuovi arrivati ai quali è stata assegnata una mission (quasi) impossible: risalire la classifica e continuare a correre in Coppa Italia. Intanto, il primo bando del Tribunale per la vendita di Torre del grifo è andato deserto. Nessuna sorpresa, naturalmente. 

S’infittisce il mistero (buffo) attorno al cronoprogramma di interventi per l’Area industriale

La Regione lo aveva annunciato per il 3 agosto ore 16.30 e, poi, rinviato. Ma senza nuova data. È passato un semestre, inutilmente. Il piano da dieci milioni di euro resta in un cassetto, per chissà quali ragioni. Chissà quali beghe. Un mistero buffo, appunto”. Enza Meli, segretario generale della Uil, riaccende i riflettori sulla Zona industriale etnea, che custodisce eccellenze in una condizione di abbandono. “Quell’annuncio di conferenza stampa in città, che avrebbe dovuto vedere accanto il sindaco Enrico Trantino e l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, aveva alimentato una speranza. Una lama di luce in un’estate nerissima, quella del rogo all’aeroporto Fontanarossa. A spegnere la fiammella bastarono poche righe diffuse dalla Regione, per segnalare senza alcuna spiegazione che l’incontro non si sarebbe tenuto. E nessuno, malgrado le nostre richieste e i nostri appelli, ha più fatto sapere cosa ne sia stato di cronoprogramma, progetti e investimenti. In mancanza di indicazioni dai Palazzi palermitani – aggiunge Meli – ci affidiamo al sindaco di Catania nella speranza che almeno a lui rispondano. Il panorama attuale mostra:  capannoni abbandonati, strade dissestate, scarsa illuminazione, pochi mezzi pubblici, erbacce e allagamenti, ricorrenti interruzioni elettriche”. 

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.