07 Ottobre 2023

L’Italia e la politica viste da un Castoro

L’Italia e la politica viste da un Castoro

Nelle settimane scorse si è tenuta a Pontida l’annuale riunione della lega. Non c’è stata la folla oceanica delle riunioni della “LEGA NORD” , quella capitanata da Umberto Bossi, possiamo definirla una riunione di stra-paese. Tra la gente presente si trovava un valligiano, certamente un leghista ad oltranza che recava sulle spalle un grande cartello con su scritto:

FUORI LAMPEDUSA DALL’ITALIA- CEDIAMO LAMPEDUSA ALL’AFRICA- TRASFERIAMO I LAMPEDUSANI IN SICILIA!

Asec Trade S.r.l.

Grande scalpore ha suscitato in molta parte del paese, principalmente tra gli aderenti ad altre fedi politiche, ma anche tra qualche autorevole esponente leghista, politicamente attivo, protagonista.   

Ho letto con piacere che due importanti politici siciliani, pur se appartenenti a fedi politiche totalmente diverse, su argomenti contra legge, contro l’umanità , contro il buonsenso, la pensano entrambi allo stesso modo. 

Sto parlando di Totò Cuffaro, riabilitato a esercitare attività politica attiva, esponente di spicco, anzi Leader della Democrazia Cristiana, anche se non può appropriarsi del simbolo: SCUDO CROCIATO, appartenente all’onorevole Rotondi, e dell’onorevole Luca Sammartino, esponente di spicco della LEGA in Sicilia nonché vicepresidente della Regione Siciliana.

Entrambi hanno condannato il comportamento di quel cittadino, soprattutto hanno condannato il contenuto dello scritto come offensivo per il popolo lampedusano, per l’intera isola.  

Anch’io, pur essendo di fede Politica totalmente diversa dalle loro, anch’io la penso come loro due: parlo delle parole, da entrambi espresse contro, quel militante leghista che ha Pontida ha osato esporre, sulla  schiena, un cartello vergognoso, contro ogni umanità, contro ogni buonsenso. 

E’ il buonsenso e la cultura che guida loro due e me, pur di fedi politiche diverse, totalmente diverse, anzi contrapposte. 

E’ il buonsenso che dovrebbe guidare le persone nella vita, privata e pubblica, non le fedi, non le appartenenze a credi politici di qualsiasi natura.

Respingere uomini in difficoltà, uomini richiedenti asilo umano, non è degno di noi persone civili. 

La sostituzione etnica è una boutade che solo un ignorante può sostenere, uno che non ha mai letto un libro. La nostra etnia è il risultato di un continuo intrecciarsi di popoli, di culture, di colori della pelle. 

Il colore della nostra pelle si adatta al clima, all’equatore è nera per difendersi dai raggi del sole verticali e intensi, al nord è chiara per attirare più raggi possibili.   

Non è interesse del nostro paese, con natalità prossima allo zero, con una moltitudine di giovani che sono stati spinti a non amare il lavoro da decine di anni di politiche dissennate, di elargizioni di sussidi a pioggia, di pubbliche amministrazioni riempite di precari, persone costrette alla demotivazione, invogliate a non far niente pur di godere della piccola prebenda che li ha costretti a “ leccare la sarda “. 

Persone che hanno sostato nei vari uffici, senza spazi e senza scrivanie, tanto non servivano, aspettando pazientemente tempi migliori. 

Negli anni hanno sostituito i dirigenti, che man mano andavano in pensione, diventando a loro volta dirigenti, senza il minimo di preparazione o di professionalità, avendo orecchiato qualche informazione dalla frequentazione distratta e parziale di qualche ufficio.

Il danno ultimo, definitivo, l’ha prodotto il reddito di cittadinanza, misura necessaria per dare aiuto agli incapienti, ma scritta da una burocrazia, che anche nei ministeri è il risultato delle considerazioni precedenti, una burocrazia incapace ed ignorante che ha scritto delle norme confuse ed incomprensibili, e una politica, incompetente anch’essa, che le ha varate solo per meri scopi propagandistici, scopi elettorali: il reddito di cittadinanza, il bonus facciate, il bonus 110%, che hanno causato il diffondersi di una corruzione, una illegalità, una serie di truffe a tappeto, causando il dissesto delle casse dello stato.

Se scritte in maniera corretta, entrambe erano provvedimenti necessari, per dare un sostegno agli incapienti il reddito di cittadinanza, per risvegliare l’economia che languiva in seguito alla pandemia da Covid.

Le aziende italiane, di qualsiasi genere e dimensione, hanno necessità di personale, di manodopera.

Circa due anni fa, frequentando un bar di paese, un tizio che mi ha riferito, notava ogni mattina,  molti giovani in età da lavoro. Vedendoli inoperosi ne ha avvicinato due seduti ad un tavolo, si è rivolto loro dicendo: Ragazzi, vi osservo da diversi giorni, vedo che siete senza lavoro, senza occupazione.  Sono in grado di farvi offrire un contratto di apprendistato regolarmente remunerato, per la durata di mesi sei, vi faccio affidare ad un tutor, un istruttore che vi aiuterà ad apprendere un mestiere, potreste apprendere il mestiere di meccanico, elettricista, autista, escavatorista, ruspista, palista, carpentiere, una preparazione

professionale a vostra scelta, imparerete a fare il mestiere, la professione, che più vi piace. 

Alla fine dei sei mesi, avrete sicuramente imparato il mestiere scelto, il contratto di apprendistato a tempo determinato vi sarà trasformato in un contratto con tutte le garanzie sindacali,  a tempo indeterminato, con regolare paga sindacale.

Finito il discorso, uno dei ragazzi interpellati si alza con impeto, e con tono aggressivo apostrofa l’interlocutore:

Ma lei è sicuramente pazzo, iu mi susu e novi, c’aiu u reddito di cittadinanza, poi mi fazzu 4 o 5 funerali a simana(facendo lo Stuart ai funerali, trasportatore di feretro a spalla), accucchiu 400 o 500 euro a simana e sugnu bellu e tranquillu, si ni issi va, e non mi nzuttassi cchiu.

L’interlocutore ha lasciato il bar con la coda tra le gambe, Una considerazione gli è venuta spontanea: oltre al danno prodotto dal reddito di cittadinanza elargito a pioggia, a chiunque ne facesse richiesta, senza nessun controllo dei requisiti essenziali, non aveva mai visto una fattura emessa da un impresario di pompe funebri, questa categoria, come tante altre, bacino elettorale dell’attuale maggioranza, ma anche gli altri partiti, in materia, sono sempre stati inerti, sono tutte una categorie extra legis.

Il problema della necessità di manodopera per le nostre aziende, per il nostro paese, per l’Italia rimane irrisolto.

Esistono associazioni di volontariato, la compagnia di sant’Egidio, la casa di accoglienza Livatino, e tante altre ancora raccolgono migranti, li aiutano, li sostengono, tentano di formarli con l’ausilio di enti di formazione imprenditoriali e forniscono dei giovani formati, molto pochi per la verità, alle imprese che le accolgono con piacere data la carente offerta di manodopera nostrana. 

Sono poca cosa. Il nostro paese dovrebbe invertire la politica sull’immigrazione, sullo sbarco dei cosiddetti “Clandestini”.

Dovremmo aprirci all’accoglienza, dobbiamo offrire corsi di formazione ed avviarli al lavoro, saranno la nostra ricchezza, pagheranno le pensioni dei nostri anziani, così come ha fatto il Portogallo che in pochi anni ha moltiplicato il Pil.

La ricchezza degli stati, America, Australia, Canada, è stata costruita dai migranti. Nel 1929 tre fratelli di mio padre non avendo lavoro in Sicilia sono emigrati in Australia facendo la loro fortuna e quella dell’Australia. Il figlio di uno di essi, che ha studiato, è stato sindaco di una città di centomila abitanti per diversi mandati.

Se vogliamo che il nostro paese si salvi dobbiamo abbandonare questa politica dissennata di chiusura totale, dobbiamo aprire le frontiere, diventare accoglienti.

Uniamoci tutti in un partito diverso, il partito del “BUONSENSO”, solo così il nostro paese crescerà.

                                                                                                                                              Un Castoro

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redazione

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