08 Giugno 2023

Giarre, le incendia la macchina per gelosia

Giarre, le incendia la macchina per gelosia

I Carabinieri della Stazione di Giarre hanno arrestato un 60enne per aver incendiato l’auto di una donna che desiderava.

Un 60enne di Macchia di Giarre ha dato fuoco all’auto di una donna, di cui si era invaghito ma che aveva una relazione sentimentale con un altro uomo. I Carabinieri, allertati da una telefonata al 112, intervengono in un cortile condominiale e trovano il 60enne che inveisce contro la donna ed altri residenti impegnati a domare le fiamme.

Dopo aver bloccato l’uomo, che rivendicava la paternità dell’incendio e continuava a minacciare i presenti, noncurante della presenza delle Forze dell’Ordine, i militari hanno quindi ricostruito la vicenda. La giovane e il proprio compagno si trovavano sul balcone, quando ha visto arrivare il 60enne che, nonostante non abitasse in li, entrava nel cortile condominiale e parcheggiava proprio nei pressi della finestra. Sceso dal veicolo brandendo una mazza di legno, iniziava ad insultare a gran voce la signora che, molto probabilmente riteneva essere “una sua proprietà”, minacciando di morte anche il fidanzato e invitandolo a raggiungerlo nel cortile. Successivamente l’uomo con del liquido infiammabile preso dal cofano della sua auto cospargeva l’autovettura della donna e appiccava il fuoco. 

Alcuni condomini intervenivano per spegnere le fiamme che, nel frattempo, danneggiavano anche altri mezzi parcheggiati, ma l’uomo inveiva anche nei loro confronti, minacciando che avrebbe dato fuoco a tutte le auto in sosta nel cortile. 

Solo grazie all’intervento dei Carabinieri si poneva fine all’assurda vicenda, che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori. In sede di denuncia, la donna ha poi raccontato che il 60enne nell’ultima settimana avrebbe già poso in essere condotte persecutorie. L’uomo è stato quindi tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, accompagnato presso il carcere di Catania Piazza Lanza.  In sede di convalida, il Giudice delle Indagini Preliminari ha disposto che fosse sottoposto agli arresti domiciliari con “braccialetto elettronico”, così da monitorarne una possibile evasione. 

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione