08 Maggio 2023
Luana Cotena di “Alare” confeziona un abito per ogni storia

“Alare” studia e progredisce unificando l’arte manufatturiera alle nuove fabbricazioni digitali, portando alla creazione di un brand composto da un team di professioniste.
“A tutte le anime disfatte che ambiscono alla liberta”, questo uno degli slogan più significativi della start up innovativa “Alare” – crasi tra “alma” e “disfare” -, un progetto nato dalla giovanissima fashion eco designer e creative director Luana Cotena – in arte Luanne Alare – nata ad Aversa (CE) il 12 gennaio del 1996. Il suo percorso formativo vanta diverse esperienze lavorative, attestati di stima ed un ampio bagaglio di studi con a capo la Laurea magistrale in Fashion Eco Design conseguita in Campania nel 2021.
Il brand nasce dall’idea di affrontare in modo creativo la delicatissima ed attuale tematica sociale del body shaming grazie alla potenza sprigionata dagli abiti capaci di tessere sapientemente le trame delle storie di vita di anime che decidono di raccontarsi al team. Il progetto è stato pensato per proporre nuove forme e sfumature che possano condurre il singolo verso l’accettazione di sé lontano dagli stereotipi che quotidianamente la società impone liberandolo da taglie, etichette e pregiudizi perché“il corpo non è un limite ma il mezzo per superare il limite stesso”.

Foto di Federica Martucci.
L’attenta scelta del colore e del tessuto dei capi ha lo scopo quindi di comunicare e valorizzare l’interiorità umana in termini di libertà, corpo ed anima: questa è la filosofia di “Alare”.

Foto di Federica Martucci.
Senz’altro si tratta di un approccio creativo, innovativo ed inesistente ad oggi in Italia. Gli abiti ideati dalla founder non sono industrializzati ma potrebbero diventare un vero e proprio manifesto, un passe-partout d’emozioni, un nuovo linguaggio che trasforma gli abiti in messaggio per indagare la vestibilità del corpo in modo da creare cartamodelli del tutto nuovi con la tecnica del modulage. “La plissettatura è il tratto distintivo dei nostri abiti / messaggio che riprende il concetto di anima e richiama la muscolatura per andare oltre ciò che si vede” specifica Luana Cotena. I capi inoltre non hanno genere, sono fluidi proprio come il pensiero di “Alare” che abbatte le barriere di genere con il fine ultimo di eliminare le omologazioni ed assottigliare il concetto di standardizzazione della moda.

“Ogni abito ha una storia, un significato, un perché ed è associato ad un nome – spiega Luana Cotena – L’abito Angel, ad esempio, racconta del percorso d’accettazione di una persona con la vitiligine: ‘come un angelo bianco che avvolge il corpo’. Il diverso per noi è unicità ed i nostri abiti indagano proprio questo sin dalle cuciture. Il mio team è composto da Elvira Finelli (CEO), Pamela Tomarchio (copy writer e caporedattrice) e Giusy Pantò (art director e graphic designer). Insieme utilizziamo un linguaggio inclusivo nel mondo della moda dove la comunicazione è per lo più esclusiva. I miei studi mi hanno permesso di partire dalle storie, un processo che nessuno attua. Quando penso agli abiti non vedo semplicemente persone, vedo anime, vedo filosofia, vedo libertà”.

Foto di Federica Martucci.
Come avviene la realizzazione degli abiti?
“Non riesco a disegnare abiti su commissione – commenta Luana Cotena – il mio processo creativo prende vita dalle emozioni, dal contatto diretto con le persone e dalla co-progettazione, pertanto ringrazio la ‘Community Alare’ senza cui tutto ciò non sarebbe possibile. Il mio lavoro inizia nel momento in cui percepisco la fiducia e sento il coraggio da parte di chi mi sta donando la sua storia. Il mio obiettivo a quel punto è creare qualcosa che possa avvolgere il suo corpo per valorizzarlo al meglio utilizzando nuove fibre tessili e tessuti riciclati”.







