06 Maggio 2023
Un avvocato in cucina: pasta “‘Sardi a beccaficu”

La ricetta di Elvira, un’avvocato con la passione per la cucina,oggi riguarda le Sarde a beccafico, in siciliano “sardi a beccaficu”!!!
Le origini del piatto
Pare che il nome del piatto, tipicamente siciliano, derivi dai beccafichi, volatili della famiglia dei Silvidi. In passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere ed interiora. Il piatto era gustoso ma inavvicinabile al popolo in quanto bene di lusso. I popolani siciliani ripiegarono quindi sulle materie prime che potevano permettersi ovvero le sarde. Per imitare il ripieno d’interiora si pensò di utilizzare la mollica di pane, i pinoli e poco altro.
Ingredienti: Sarde, olio, sale, pepe nero, aglio, prezzemolo, pangrattato, 2 uova , pinoli, uvetta, pecorino grattugiato, aceto.
PREPARAZIONE :
Pulire le sarde ed aprirle a libro, dopodiché farle riposare nell’aceto per circa 20/30 minuti. Scolarle quindi e tamponarle con della carta da cucina, salare e pepare a piacimento.
Per il ripieno:
A parte preparare un soffritto di aglio e prezzemolo, aggiungere il pangrattato(circa 5 cucchiai per 300 grammi di sarde) e farlo un pò tostare.
Appena la mollica è pronta, aggiungere due uova, pinoli, uvetta precedentemente ammollata e fatta ammorbidire, due cucchiai di pecorino grattugiato, ed un filo d’olio.Mescolare il tutto fino a creare un impasto omogeneo e ben compatto.
Per la frittura:
Dopo aver messo un cucchiaio di ripieno in ciascuna coppia di sarde aperte a libro, cercando di farle combaciare tra loro, passare le sarde nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato.Friggere alla fine in bollente olio di arachidi per circa 10 minuti.
Chi è Elvira Sciacca
“Sono una donna di 41 anni che da circa 12 anni esercita la professione di Avvocato e che fin da bambina ha la passione per la cucina.
Come scrisse qualcuno “il cibo è cultura quando si produce, si crea, si prepara, si trasforma, si consuma e quando si sceglie”!
Attraverso le mie ricette provo a far rivivere in qualche modo le ricette delle due Donne che mi hanno inculcato e trasmesso amore smisurato per la cucina e per il cibo, ossia, la mia nonna materna, Lina, di origini ennesi e la mia mamma Rosetta, venuta a mancare troppo presto.
Fin da piccola, annotavo le loro ricette in un’agenda che ancora custodisco come se fosse un tesoro prezioso.
Sono loro che mi hanno insegnato come da una ricetta semplice alla portata di tutti possano nascere grandi cose/sapori, un pò come accade nella vita.
Nelle mie ricette tradizioni, ricordi, profumi e sapori siciliani antichi s’incontrano”.






