08 Marzo 2023

Mascalucia, gli esorcisti di Sicilia al 18° incontro regionale di formazione

Mascalucia, gli esorcisti di Sicilia al 18° incontro regionale di formazione

L’appuntamento ha riunito 50 esorcisti provenienti dalle 18 diocesi dell’isola, quattro vescovi, e ancora diaconi e una decina di laici impegnati a vario titolo nelle equipe di pastorale esorcistica.

“In terra di Sicilia Aleister Crowley: presenza inquietante” è stato il tema del 18º incontro di formazione di esorcisti di Sicilia (1-4 marzo 2023), che si è svolto presso l’istituto dei padri passionisti, a Mascalucia (CT). L’appuntamento ha riunito 50 esorcisti provenienti dalle 18 diocesi dell’isola, quattro vescovi, e ancora diaconi e una decina di laici impegnati a vario titolo nelle equipe di pastorale esorcistica.

Durante i tre giorni di lavoro: studio, approfondimenti, testimonianze e diversi intensi momenti di preghiera. “Abbiamo bisogno di formarci, di aggiornarci, come si fa in tutti gli altri campi, per evitare errori nella pastorale esorcistica” spiega fra Benigno Palilla, responsabile della formazione degli esorcisti.

Il tema principale – come detto – riguarda Aleister Crowley, scrittore, pensatore, occultista britannico ritenuto personaggio chiave nella storia dell’esoterismo moderno che, negli anni ’20, soggiornò a Cefalù insieme ai suoi adepti. “La sua opera ha condizionato la nostra società: vogliamo analizzare la situazione attuale – spiega ancora fra Benigno – e comprendere come difenderci”. Ad affrontarlo, approfondendo quanto rimane della sua oscura opera di satanista in terra di Sicilia, è stato p.
Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione italiana esorcisti (AIE).

Da oltre 18 anni e fino ad ora, la formazione degli esorcisti era affidata all’Istituto di formazione “Giovanni Paolo II” della Conferenza episcopale siciliana. Da quest’anno lo stesso istituto è diventato un ufficio della Segreteria pastorale della CESi: il Servizio regionale di Pastorale esorcistica. Fa capo all’Ufficio regionale per la Salute. “Non si tratta di una formalità – spiega fra Benigno -, ma è l’attestazione di una attenzione particolare per chi soffre a causa dell’azione straordinaria del maligno e per chi è impegnato nell’accompagnamento verso la liberazione”.

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione