13 Febbraio 2023

Duplice omicidio Riposto, Valvo: “Ho solo dato un passaggio”

Duplice omicidio Riposto, Valvo: “Ho solo dato un passaggio”

Luciano Valvo è accusato di aver aiutato l’ergastolano Salvatore La Motta, 63 anni, morto suicida ad aver ucciso due donne a Riposto. Le polemiche sulle licenze concesse.

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Il suo difensore, l’avvocato Iofrida dopo l’interrogatorio di convalida, ha precisato che “non è vero che Valvo abbia accompagnato La Motta a casa” dopo il delitto, “come si può rilevare dall’analisi del gps della sua auto” e che “non stava scappando quando è stato arrestato, perché era a casa”. Il legale ha precisato che il suo assistito “non ha neppure un cellulare con cui comunicare” e che questo “va a suo favore per eventuali appuntamenti telefonici che non poteva assolutamente prendere.

Secondo l’accusa, con la sua Volkswagen Golf nera avrebbe accompagnato Salvatore La Motta, l’ergastolano di 63 anni che poi si è suicidato, sul luogo del delitto di Melina Marino, nel lungomare della città ionica. Il legale dell’uomo ha chiesto l’immediata scarcerazione e gli arresti domiciliari qualora l’accusa fosse derubricata a favoreggiamento personale.

Un profilo di Salvatore La Motta lo traccia Sebastiano Ardita che sul suo profilo social scrive:”Conosco bene la storia di Salvatore La Motta il condannato per omicidio di mafia che, uscito dal carcere in semilibertà, ha ucciso due donne. Nel 1996 ero il pubblico ministero che ne chiese l’arresto per l’omicidio di Nardo Campo, scaturito dalla faida interna a cosa nostra che insanguinava la fascia ionica.

Nel dibattimento ne chiesi la condanna all’ergastolo, che era quella che stava scontando.Non so se alla base di questo gesto vi sia solo capacità criminale o anche follia. So solo che chi ha commesso fatti così gravi, non può tornare libero se c’è il rischio che continuerà ad uccidere. Altrimenti lo Stato cosa potrà dire ai parenti delle vittime? Non ci sono parole, ne’ scuse da rivolgere a chi dovrà piangere queste due povere donne”.

Una mano tesa verso i magistrati di Sorveglianza arriva dal Vice Questo in quiescenza Marcello Rodano, segretario generale Catania del sindacato di Polizia MP: “Il punto di vulnerabilità del sistema sta nella legislazione che prevede, anche per i condannati all’ergastolo, tranne che non sia ostativo, queste “finestre” dopo 26 anni di reclusione. In presenza di una previsione di legge e degli altri presupposti normativamente previsti, non è facile per un Tribunale di Sorveglianza riuscire ad individuare, in concreto, le intenzioni omicidiarie di un galeotto e negargli i benefici del caso. In pratica, abbiamo un ordinamento scandinavo per una popolazione carceraria in cui, troppo spesso, qualcuno dimostra di appartenere all’età del fuoco”.

 

 

 

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