04 Gennaio 2023

Mobbing e bullismo, i mali oscuri della società moderna

Mobbing e bullismo, i mali oscuri della società moderna

<<Deliberato e sistemico esercizio della prepotenza e dell’aggressività protratte nel tempo da parte di uno o più soggetti attivi, che determina e produce un patimento fisico o psicologico in uno o più soggetti passivi>>, con la summenzionata definizione, entrata ormai a far parte del vocabolario moderno e del comune linguaggio dei nostri convulsi tempi moderni, indichiamo quello che può essere asserito, senza alcun ragionevole dubbio, come il comportamento sociale deviante denominato “Bullismo”. 

Di bullismo, infatti, si parla ormai quotidianamente, poiché quasi all’ordine del giorno ci vengono propinate dai media notizie o riferimenti su comportamenti che riguardano l’annoso fenomeno sociale, che, com’è noto, coinvolge sia i maschi che le femmine propendendo a manifestarsi soprattutto nelle fasce d’età che vanno dai 7/8 ai 14/18 anni. 



Il fenomeno sociale di cui si disquisisce e per cui tanto si dibatte, se pur ancora traspaia piuttosto chimerica una sua ferma e sollecita rimozione dal tessuto sociale, spesso è associato ad una variante del vandalismo o del teppismo e quindi indicata come una forma di rifiuto delle norme sociali e delle regole di comportamento in una civile convivenza collettiva. 

In realtà, però, la comparsa del fenomeno “bullistico”, entrato con forza alla ribalta delle cronache italiane degli ultimi tempi, anche a testimonianza dell’evidente escalescion nel disagio sociale che coinvolge i giovani d’oggi, è in maggior misura riconducibile ad eventi non più episodici, ma consueti ed ordinari che vengono reiteratamente perpetrati solitamente in un ambito educativo ove se ne denuncia l’incessante presenza, esplicitata attraverso una grave forma di violenza imposta da un singolo o da un ristretto gruppo, spesso isolato, ma comunque unito e percentualmente asimmetrico rispetto ad un contesto che, come quello scolastico, viene sostanzialmente condotto in un ambiente equilibrato ed armonico. 

Le motivazioni che persuadono il soggetto “bullo” a passare all’azione, nei confronti del più debole o dei più deboli, risiedono innegabilmente nell’invidia che viene riposta sulle vittime, spesso alimentata da un forte “complesso Adleriano d’inferiorità”, cioè la sintomatologia patologica, lungamente esaminata dall’analista Alfred Adler, che asserisce: ”Ogni individuo, sin dalle prime fasi della sua esistenza, tende a compensare le proprie insufficienze fisiche o psicologiche strutturando a suo sostegno una complessa risultante d’opinioni e di modalità comportamentali”. 

All’interno del fenomeno bullistico possono essere identificate, se pur per grandi linee, due diverse espressioni del fenomeno sociale, il bullismo diretto e quello indiretto.

Il bullismo diretto può dirsi conclamato, quando si persegue e si malmena fisicamente taluno, si minaccia, insulta, si arrecano delle offese o ancora si oltraggia con considerazioni pregiudiziali e preconcette o finanche razzistiche. 

Si allude invece al bullismo indiretto, quando è ivi presente un atteggiamento ostile posto in essere mediante l’induzione nell’altro di un turbamento psicologico, che, se pur meno visibile e subdolo, quindi più difficoltoso da ravvisare, risulta analogamente deleterio per la vittima designata. 

Appartengono a questa seconda specie d’offensive, l’esclusione dal gruppo, l’isolamento, lo sbeffeggiare di sottecchi, esercitare atteggiamenti ambigui, che riconducono a rappresentazioni di una sessualità deviante o ancora il diffondere pettegolezzi e calunniare, al fine di mettere a repentaglio i rapporti d’amicizia del soggetto che si vuole asservire. 

Negli ultimi tempi, purtroppo, sembra finanche accostarsi al fenomeno del “bullismo”, quello emergente e sempre più allarmante del “mobbing”, che, se pur entrambi implicano comportamenti giuridici d’egual natura, provocano sulla vittima diversi e profondi risvolti psicologici, anche se, stante a tacer d’altri, diversamente dal fenomeno del “bullismo”, che s’individua principalmente nelle scuole o per le strade, i casi di “mobbing” vengono in maggior misura focalizzati in diverse formazioni sociali: sul posto di lavoro, all’interno del proprio contesto familiare e nella stessa scuola, se pur comprensibilmente tra individui adulti.

Ultimo aggiornamento

Marco Lombardo

Marco Lombardo