28 Dicembre 2022
Assoesercenti, in Sicilia sale la mortalità aziendale

Meno iscrizioni nelle camere di Commercio e più cessazioni di attività rispetto al 2021. Questo secondo il Centro Studi di Assoesercenti che ha analizzato i dati di Infocamere. Politino:«L’incremento del tasso di cessazion è il segnale di arresa di migliaia di piccole e medie imprese siciliane».
Il 2022 per l’economia siciliana può ritenersi lontano dalle aspettative di rilancio post covid. I dati sulle iscrizioni e sulle cessazioni di attività nell’Isola raccontano di un tonfo rispetto al 2021, chiuso con un saldo netto positivo di 7639. Nel 2022 invece il saldo, pur mantenendosi positivo chiude con appena 1240. Secondo lo studio di Assoesercenti basato sui dati di Infocamere, a soffrire più di tutti è il settore del commercio, che ha visto un decremento delle iscrizioni rispetto al 2021, e quindi di inizio attività, del 15% e un aumento delle cessazioni di attività rispetto allo scorso anno del 31,50%.
Scorrendo i dati forniti da Assoesercenti (vedi report regionale), il segno meno la fa da padrone un pò in tutti i settori, escluso in quello dell’edilizia, dove però il saldo netto tra iscrizione e cessazioni, rispetto allo scorso anno crolla di ben sette volte. Non stanno meglio nemmeno il turismo e il settore delle agenzie di viaggio. Nella terra del sole e dell’estate praticamente tutto l’anno, si ha un +11,5% e +36% rispettivamente di iscrizioni rispetto al 2021, ma con cessazioni di attività che portano complessivamente ad un saldo negativo complessivo di 878 aziende nell’isola. La contrazione quest’anno è ben più ampia rispetto a quella dell’anno passato. La maggiore ampiezza della negatività è confermata anche nel settore dei trasporti e dell’industria. Stesso trend a Catania e provincia, dove il tonfo nel settore commercio anno vede un saldo negativo di 711, ampliato di ben 2,5 volte rispetto al 2021.

Il report regionale di Assoesercenti

Report Catania e Provincia
«in Sicilia resta, con oltre 20.000 nuove iscrizioni, la voglia di fare impresa – afferma il Presidente Salvo Politino – Chiaramente la situazione, rispetto al 2021, è cambiata soprattutto a causa della variabile guerra e del caro energia. Il notevole incremento del tasso di cessazione delle imprese rispetto al 2021, anno in cui mordeva forte la pandemia, è il segnale di arresa di migliaia di piccole e medie imprese siciliane. D’altro canto, le imprese che sono riuscite a resistere sono allo stremo, perché i margini di profittabilità aziendale sono davvero scesi al lumicino, portando meno investimenti e meno crescita dell’impiego, oltre a una occupazione più fragile e precaria. Per questo chiediamo al governo nazionale misure incisive, sia sul fronte del contenimento dei costi energetici che sul fronte del taglio al cuneo fiscale, per ridare fiato alle retribuzioni dei lavoratori, di fronte a una inflazione al galoppo causata dall’aumento delle materie prime.
«In prospettiva futura – Continua Politino – il governo regionale deve prevedere appositi bandi con contributi a fondo perduto per l’istituzione dei distretti urbani del commercio, modelli organizzativi che in altre parti d’Italia hanno dato risultati importanti per lo sviluppo economico del territorio. Chiediamo infine – conclude il presidente Assoesercenti – una proroga del termine per effettuare le azioni legate alla seconda fase del Piano regionale Garanzia Giovani».






