12 Dicembre 2022

Mongibella, la pagina Facebook sull’Etna compie oggi dieci anni. A “Muntagna” però andrebbe rispettata di più da tutti

Mongibella, la pagina Facebook sull’Etna compie oggi dieci anni. A “Muntagna” però andrebbe rispettata di più da tutti

Dieci anni fa, il 12 dicembre esattamente come oggi, col fantasioso nome di Mongibella veniva lanciata su Facebook, allora il social più in voga del momento, una pagina pubblica interamente dedicata all’Etna.

Creata con la finalità di raccogliere immagini, foto e qualche video del giorno sul vulcano più alto d’Europa, la pagina social è oggi una community che conta 4.448 followers. Ha metriche di tutto rispetto, se si considera che il numero di persone raggiunte è quasi vicino alle cinquemila unità e le interazioni coi post, a seconda di ciò che viene pubblicato, non sono mai inferiori al numero di due-trecento.

Curatore della pagina Facebook è Rosario Faraci, professore di discipline aziendali all’Università di Catania, giornalista pubblicista e componente della giunta esecutiva di Assostampa Sicilia. Da quando vive stabilmente alle pendici dell’Etna, pur facendo la spola quotidianamente con Catania, la città in cui lavora, il prof. Faraci è uno dei principali promoter dell’Etna, una sorta di social influencer del Vulcano quando ancora, nel 2012, il termine non era nemmeno conosciuto.



In realtà, il curatore della pagina Facebook è soltanto un grande appassionato dell’Etna, di cui ama ascoltare ogni giorno umori e stati d’animo, senza trascurare di osservarne l’impareggiabile bellezza, soprattutto quando “A Muntagna” è ammantata di neve.

Mongibella, nome di fantasia oggi ad elevata riconoscibilità, è la femminilizzazione del vulcano più alto d’Europa, dato che nell’immaginario collettivo l’Etna è per moltissimi riconosciuta come “A Muntagna” ed è considerata un po’ la mamma dell’intero territorio.

La pagina social accoglie le foto di tantissimi simpatizzanti ed amatori che non mancano di notificare al curatore scatti fotografici di giornata rubati qua e là da ogni parte della Sicilia, anche con lo smartphone e rigorosamente senza filtri, purché l’Etna sia visibile e possa essere ammirata in tutta la sua bellezza. Ad esempio, nella giornata di oggi due suggestivi scatti sono pervenuti da Scordia (Gino Calleri) e da Sigonella (Emanuele Semplice).

Mongibella ovviamente non è l’unica pagina social dedicata all’Etna. Ce ne sono tante altre, anche più note e visibili, con numero superiore di followers ed interazioni. Ormai lo spettro dei social è ampio: da Facebook a Instagram, passando per YouTube, TikTok, Twitter, Pinterest ed altri ancora, sono tantissime le pagine dedicate al Vulcano.

Sostiene Faraci che da quando l’Etna è dal 2013 patrimonio dell’Unesco, alla costruzione di un vero e proprio brand territoriale hanno concorso, spontaneamente e gratuitamente, tantissimi amatori, fotografi e cineoperatori, escursionisti, naturalisti e sportivi che non mancano di associare la quotidianità delle loro azioni al suggestivo paesaggio dell’Etna, contribuendo alla popolarità del Vulcano a livello internazionale. Hanno fatto più loro negli ultimi dieci anni di quanto non siano riusciti nell’impresa gli enti pubblici regionali in trentacinque anni di propaganda istituzionale sull’Etna.

L’Etna però andrebbe amata e benvoluta di più – chiosa Faraci, il quale ci confida che quando prende l’aereo prova a prenotare sempre il posto vicino al finestrino dal quale poter fotografare dall’alto “A Muntagna”, come nella sua foto di repertorio, dal titolo Mamma Mia del 29 marzo 2021, che qui proponiamo.

Andrebbe rispettata ed amata di più l’Etna, soprattutto da quelli che frequentandola ne deturpano l’habitat naturale, scaricando spazzatura e rifiuti un po’ ovunque nel suo territorio o facendo scorribande con moto e fuoristrada lungo le sue pendici.

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redazione

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