10 Ottobre 2022
Blonde racconta la doppia identità di Marylin Monroe

L’animo non sempre si riflette nel volto, Marylin appariva incontaminata, eterea e raggiante eppure il suo passato segnato da un’infanzia infelice l’ha tormentata per tutta la vita.
Marylin Monroe modella e star intramontabile del cinema americano, mito indiscusso per generazioni, icona pop senza tempo di bellezza e femminilità viene raccontata nel film “Blonde” prodotto da Netflix con la regia di Andrew Dominik. Dopo quasi un mese dal rilascio sulla piattaforma streaming – 16 settembre – il film della durata di ben 2h e 47 minuti è ancora nella top 10 al quinto posto nonostante non abbia pienamente convinto i telespettatori. L’indice di gradimento non supera il 50%, molti fan sostengono che la figura di Marylin sia stata svilita e raccontata con superficialità. Gli interrogativi sono diversi: il film non è piaciuto perchè non si riesce ad accettare che in realtà Marylin non è il mito costruito dal nostro immaginario collettivo? Oppure non è piaciuto perchè non è fedelmente autobiografico?
Ammirevole l’interpretazione dell’attrice Ana de Armas che ha vestito i panni di Norma Jean Baker – nome di battesimo di Marylin – sin dall’infanzia fino all’ascesa alla fama e alla tragica scomparsa della star quando a soli 36 anni si suicidò ingerendo una dose letale di pentobarbital, 47 pasticche prese insieme a una dose sconosciuta di idrato di cloralio. I produttori erano a conoscenza della sua crescente dipendenza da farmaci che la rendevano sempre più irritabile e problematica sul set.

Ana de Amas interpreta Marylin Monroe
Sin dai primi minuti ci troviamo a dover fare i conti ancora con una favola “da copertina” fatta di apparenze, luci della ribalta, successo smisurato e denaro. La verità è che Norma avrebbe solamente voluto distruggere Marylin, il suo alter ego fortemente amato dal grande pubblico e profondamente odiato da sè stessa. L’alternanza delle immagini che scorrono data dai continui flashback e dall‘impiego del bianco e del nero alleggeriscono la durata del film. Come un grande puzzle tassello dopo tassello il telespettatore riesce ad empatizzare con la soffereza di Norma abbandonata da bambina in un orfanotrofio poichè figlia di un padre che non ha mai conosciuto – che per molto tempo credette fosse Clark Gable – e di una madre mentalmente instabile e pericolosa. Desiderosa di affetto ha ricercato l’amore e la famiglia più volte. Sono tre i matrimoni falliti con personaggi illustri del tempo prima con James Dougherty, poi con la star del baseball Joe Di Maggio ed infine con il drammaturgo Arthur Miller.

Marylin Monroe ed il marito Arthur Miller
Una delle tematiche principali e motivo di sofferenza per Norma sono le numerose gravidanze interrotte. A chiarire questo punto entra in gioco il documentario disponibile su Netflix dal titolo “I segreti di Marilyn Monroe: i nastri inediti” rilasciato sulla piattaforma lo scorso 27 aprile. Il documentario ha registrato un’indice di gradimento dell’85%, nettamente superiore rispetto al film poichè non solo contiene immagini inedite della star ma ripercorre attendibilmente la sua vita. Le fonti rivelano che Norma rimase incinta tre volte durante il matrimonio con Arthur Miller e che alle gravidanze seguirono tre aborti spontanei; pare che la star soffrisse di endometriosi – una patologia invalidante da pochi anni riconosciuta dai presidi medici come tale. Non vi sono prove che Norma abbia praticato l’aborto – così come si vede in “Blonde” – ne testimonianze che sia rimasta incinta dutante rapporti con altri uomini.
Altra storia da chiarire la relazione poliamorosa con Charles Chaplin Jr. e Edward G. Robinson Jr. Pare che Marylin abbia intrapreso una relazione con entrambi ma non contemporaneamente.
Infine è impossibile non confermare la chiaccerata relazione con il Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy ma non vi sono prove della crudeltà e violenza sessuale che viene inscenata nella stanza d’albergo in “Blonde”.






