19 Luglio 2022

Catania, operazione “Blanco”: 28 arresti

Catania, operazione “Blanco”: 28 arresti

Sono 28 le misure cautelari di cui 22 in carcere con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, traffico continuato di sostanze stupefacenti nonché detenzione abusiva di armi da sparo clandestine.

Il Gip del Tribunale di Catania ha emesso 28 misure di custodia cautelare, 22 delle quali in carcere, 1 agli arresti domiciliari, 2 sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla P.G. e 3 sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, traffico continuato di sostanze stupefacenti nonché detenzione abusiva di armi da sparo clandestine.



Le indagini traggono origine seguito dal ferimento a colpi d’arma da fuoco di Anthony Scalia (cl. ’92), avvenuto la sera del 30.9.2018, e dal tentato omicidio commesso la sera del 12.11.2018 ai danni del pregiudicato Giuseppe La Placa (cl. ’79), ritenuto appartenente al clan mafioso Cappello – Bonaccorsi. La stessa sera del ferimento di Scalia , i poliziotti trovavano in via Della Bainsizza una pistola semiautomatica calibro 44 Magnum con matricola abrasa provvista di caricatore rifornito con 6 cartucce del medesimo calibro, un revolver Smith Wesson calibro 357 Magnum e tamburo rifornito con 6 cartucce del medesimo calibro ed un giubbotto antiproiettile. L’indomani Scalia veniva arrestato poiché nella sua abitazione venivano trovati 675 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana. 

Continuando le perquisizioni, i poliziotti trovano in un loculo del Cimitero di Catania un sacco utilizzato per il trasporto delle salme contenente una pistola mitragliatrice con matricola abrasa, una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, una pistola semiautomatica Colt Super 38 Automatic, oltre a svariate munizioni di diverso calibro, anche da guerra.

Da qui partivano le indagini che hanno permesso di ricostruire le dinamiche di approvvigionamento di droga da parte di due gruppi malavitosi distinti che operavano in due piazze di spaccio diverse fra loro. In particolare a San Giovanni Galermo il gruppo Nizza, si occupava di cocaina, che veniva stipata a Mascalucia e venduta in via Capopassero; a San Berillo Nuovo i Pillera, con a capo Francesco Ieni, figlio di “Nuccio u mutuffu”, si occupavano della vendita di marijuana.

 

A seguire i destinatari della custodia in carcere:

  1. BELLOMIA Carmelo (cl.1983);
  2. CARLINO Salvatore (cl.1990);
  3. COSENTINO Michele (cl.1951);
  4. CURTO Salvatore (cl.1983);
  5. D’AGOSTINO Maria Polsia Francesca (cl.1993);
  6. FALDUTO Francesco (cl.1973);
  7. FERLITO Lorenzo (cl.1968)
  8. FONTANAROSA Giuseppe (cl.1997);
  9. FONTANAROSA Michele (cl.1957);
  10. FUSELLI Cristofaro Angelo (cl.1957);
  11. GULLUNI Salvatore (cl.1976);
  12. KVAK Maryna (cl.1981);
  13. KVAK Mykola (cl.1998);
  14. IENI Francesco (cl.1982);
  15. LA DELFA Andrea (cl.1980);
  16. MINNICI Francesco (cl.1988);
  17. MINNICI Giovanni (cl.1966);
  18. ROBORTELLA Alessandro (cl.1993);
  19. SALICI Maurizio (cl.1975);
  20. SAPIA Emanuele (cl.1993);
  21. SCHILLACI Lorenzo Michele (cl.1968);
  22. VIOLA Giuseppe (cl.1986)

 

Il seguente soggetto è stato sottoposto agli arresti domiciliari:

  1. SCHILLACI Domenico (cl.1947)

 

Le persone indicate a seguire sono destinatarie della misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e/o domicilio e della misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria:

  1. BRIZZI Roberta (cl. 1996);
  2. SIMONE Salvatore (cl.1983)

 

Gli ultimi che seguono sono destinatari dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e/o domicilio:

  1. BRUNETTO Andrea (cl.1979);
  2. CARUSO Salvatore (cl.1996);
  3. DRIDI Arbi (cl.1996)

 

 

 

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.