05 Luglio 2022

Acireale estorsione in un bar: “Dobbiamo pagare gli avvocati degli amici”

Acireale estorsione in un bar: “Dobbiamo pagare gli avvocati degli amici”

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Acireale hanno arrestato un 36enne del posto nella flagranza di reato di estorsione.

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Tutto ha inizio nello scorso mese di maggio quando un barista del centro di Acireale, un acese 37enne, aveva subito un furto nelle ore notturne all’interno del proprio locale. Successivamente arrivano le intimidazioni da parte di un 36enne che propone all’esercente “protezione” contro latri furti. Dopo una prima consegna di denaro, le visite estortive si fanno sempre più frequenti, con richieste di denaro per pagare spese mediche ai propri figlie e “gli avvocati degli amici”. In un’occasione la richiesta di denaro, arriva attraverso l’ascolto di un vocale da un cellulare.

 

Dopo qualche giorno, nel bar si presenta un altro uomo da egli conosciuto come gravitante nell’ambiente criminale, il quale gli aveva intimato di raggiungerlo all’esterno del locale per parlare in maniera riservata, ma il 37enne, spaventatissimo e presagendo l’oggetto della discussione, aveva rifiutato di seguirlo rivolgendosi in seguito ai Carabinieri ai quali ha raccontato la propria storia.

Dopo soli cinque giorni, intorno alla mezzanotte del 23 giugno, il 36enne lo aveva nuovamente raggiunto asserendo che la figlia era affetta da una gravissima malattia.

L’esercente, pur consapevole della falsità della motivazione, consegnava all’uomo la metà della somma di denaro richiesta ma, stante l’insistenza di quest’ultimo, aveva concordato di consegnargli l’indomani la parte rimanente, appuntamento al quale, però, avrebbero partecipato anche i Carabinieri del Nucleo Operativo.

I militari hanno documentato l’arrivo del 36enne a bordo di un’auto insieme a moglie e figli minorenni, uno dei quali inconsapevolmente, sceso dal veicolo, è entrato nel bar con un biglietto datogli dal genitore con “l’invito” rivolto alla vittima di consegnargli il denaro, richiesta alla quale quest’ultimo non ha ottemperato causando l’irritazione del padre che, pertanto, gli è andato incontro personalmente con fare minaccioso.

Purtroppo per lui uno dei carabinieri ha ascoltato le sue intimidazioni, stante le quali avrebbe detto alla vittima che, qualora non gli avesse dato i soldi, sarebbe stato nuovamente vittima di furti e sarebbe divenuto preda di altri personaggi “… quelli più grossi di me …” (malavitosi).

Il 36enne, appena ricevuto l’ulteriore denaro dalle mani del barista, è stato bloccato dai militari e quindi associato al carcere catanese di Piazza Lanza, ove tuttora permane all’esito dell’udienza di convalida.

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redazione

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