10 Maggio 2022

Fallimento Edisud: Ciancio padre e figlio indagati per bancarotta fraudolenta

Fallimento Edisud: Ciancio padre e figlio indagati per bancarotta fraudolenta

L’accusa contestata dalla Procura di Bari a Mario e Domenico Ciancio Sanfilippo insieme all’amministratore di fatto di Edisud, Franco Capparelli è di bancarotta fraudolenta.

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Nel dispositivo si legge «In concorso tra loro nelle rispettive qualità, anche istigando e/o determinando l’altrui volontà, compivano atti di dissipazione e/o depauperamento consistiti in rimborsi spese e spese di rappresentanza prive di giustificazioni economiche negli anni dal 2016 al 2018 per 192.482,36 euro». Le operazioni dolose, tra le altre, «sono consistite nel progressivo aggravamento deldissesto per almeno 11, 5 milioni attraverso la prosecuzione dell’attività aziendale pur in presenza di crescenti perdite di bilancio che evidenziavano, dal 2012 al 2019, senza soluzione di continuità, il costante decremento dei ricavi e la cronica incapacità dei ricavi di coprire i costi di struttura aziendale, tanto da determinare un deficit monetario di 15,8 milioni».

La Procura contesta «il reiterato e sistematico inadempimento delle obbligazioni fiscali, con accumulo dei debiti tributari oggetto di omesso versamento in favore dell’agenzia delle entrate e della riscossione, tra il 2016 e il 2019, per un importo complessivo pari a 6,4 milioni di euro» ed ancora «il reiterato e sistematico inadempimento delle obbligazioni previdenziali con accumulo di debiti contributivi oggetti di omesso versamento in favore dell’Inps tra il 2016 e il 2019, per un importo complessivo di 8,4 milioni di euro».

I Ciancio SanFilippo, in particolare «Avrebbero cagionato per effetto di operazioni dolose il fallimento della società Edisud disperdendo e dissipando i valori aziendali, tra cui il valore della testata storica Gazzetta del Mezzogiorno».Secondo l’accusa sarebbero stati responsabili del «Progressivo aggravamento del dissesto per almeno 5,6 milioni attraverso la prosecuzione dell’attività aziendale pur in presenza di crescenti perdite di bilancio che evidenziavano, dal 2013 al 2018, senza soluzione di continuità – riportano ancora gli atti – il costante decremento dei ricavi e la cronica incapacità dei ricavi da coprire i costi di struttura aziendali, tanto da determinare un deficit monetario pari a 3,5 milioni di euro».

 

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redazione

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