14 Febbraio 2022

Catania, PD: rischio deindustrializzazione dopo vicende Pfizer e Intel

Catania, PD: rischio deindustrializzazione dopo vicende Pfizer e Intel

Angelo Villari, Partito Democratico: “appello a forze produttive e istituzioni”. 

Asec Trade S.r.l.

Guardando in prospettiva in direzione dello sviluppo socioeconomico di Catania e della sua provincia e, più in generale, dell’intera Sicilia, crediamo non vi siano dubbi sull’importanza dei settori Turismo e Agroalimentare, comparti attrezzati per creare sviluppo e crescita nell’area etnea. Appare evidente che non potrà mai esserci uno sviluppo compiuto in questa terra senza un forte radicamento dei settori primario e secondario, che rappresentano la base per tutti gli altri.

Il rischio di deindustrializzazione a Catania, dopo le vicende Intel e Pfizer, appare concreto specie alla luce della volontà di disimpegno di queste realtà, un rischio che, se divenisse realtà, si trasformerebbe in breve in una vera e propria catastrofe per l’intera economia della nostra provincia.

Il taglio di oltre duecento occupati in Pfizer, a fronte di una società che registra utili per cinque miliardi, rappresenta per noi una vergogna. Non meno deludente la vicenda Intel, con il colosso dell’informatica che sembra aver optato per un luogo diverso del territorio nazionale, e non l’Etna Valley come si è sperato per mesi, per un grosso investimento in Italia.

A tutto ciò si somma l’incertezza negli investimenti di ST Microelectronics il cui stabilimento etneo è una realtà solida che merita di crescere ulteriormente per divenire centrale in Italia ed in Europa, specie dopo la scelta operata dall’U.E. di investire oltre 42 miliardi di euro nel settore della microelettronica per aumentare dal 10% al 20% la produzione in questo settore. La ST catanese può e deve intercettare queste risorse per rafforzare la sua produzione e determinare sviluppo e occupazione in questo ambito strategico.

Il Partito Democratico di Catania e della sua provincia lancia un accorato appello a tutte le forze produttive e sociali della città, all’amministrazione comunale, alle istituzioni catanesi, regionali e nazionali affinché si crei un forte ed autorevole gruppo di pressione che riesca ad invertire la tendenza e bloccare ogni possibile processo di deindustrializzazione a Catania ed in Sicilia.

Tutti dobbiamo evitare che le spinte nordiste, interpretate dalla Lega e dal ministro Giorgetti, possano divenire un freno allo sviluppo del Mezzogiorno e di Catania. È assolutamente necessario riuscire ad attrarre investimenti che facciano nuovamente rifiorire l’Etna Valley assicurando prosperità, occupazione e sviluppo per tutta la nostra provincia.

Ultimo aggiornamento

redazione

redazione