01 Febbraio 2022

Ennio, il tributo di Tornatore al Maestro Morricone: da Stravinskij ai western per Sergio Leone

Ennio, il tributo di Tornatore al Maestro Morricone: da Stravinskij ai western per Sergio Leone

“Ennio”, nuovo lavoro cinematografico di Giuseppe Tornatore, è un documentario sulla vita di Ennio Morricone, scomparso il 6 luglio 2020.

Asec Trade S.r.l.

Presentato fuori concorso alla 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e proiettato in anteprima nelle sale sabato e domenica scorsi, uscirà il 17 febbraio.

Un film importante per il regista siciliano, al quale ha lavorato per ben cinque anni.

Ennio, il tributo di Tornatore al Maestro Morricone: da Stravinskij ai western per Sergio LeoneTornatore era legato da una profonda amicizia con il leggendario compositore, oltre che da un lungo sodalizio artistico iniziato nel 1988, con la pellicola che vinse l’Oscar come miglior film straniero nel 1990 e il David di Donatello per la colonna sonora, “Nuovo cinema paradiso”, proseguendo, tra i tanti, con “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Malèna”,” Baarìa”, La migliore offerta” e “La corrispondenza”.

Il tributo a Morricone si struttura come una raccolta di testimonianze di coloro che lo hanno amato o hanno lavorato insieme a lui – Nicola Piovani, Bruce Springsteen, Tarantino, Quincy Jones, Silvano Agosti, Lina Wertmuller, Oliver Stone e molti altri –, sulla quale si innesta la narrazione dell’esistenza e della musica del maestro, che si racconta in prima persona, e attraverso lo sguardo indagatore del regista, che ne riprende alcuni frammenti. Morricone si racconta e si fa raccontare, dagli esordi da giovanissimo – grazie al padre trombettista – all’Oscar nel 2016 per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino.

Ampio spazio è dedicato alle composizioni del maestro per la televisione e ai film western di Sergio Leone, con i quali esordì:

Ennio, il tributo di Tornatore al Maestro Morricone: da Stravinskij ai western per Sergio Leone«Nessuno aveva mai fatto qualcosa di così lirico per un western», sostiene convinto Clint Eastwood. Firma più ambita per le colonne sonore, la figlia di Leone afferma che il padre fosse dipendente da Ennio Morricone e che i suoi film western dipendevano dalle sue musiche. Arricchiti di aneddoti e testimonianze, in “Ennio” vengono approfondite le pellicole alle quali appose il suo segno sonoro, come quelli di Pier Paolo Pasolini, Elio Petri, i fratelli Taviani e Carlo Verdone. Viene citato anche “La Bibbia” di John Houston – dove alcune scene, non è noto a tutti, sono girate nel territorio di Biancavilla –, al quale il compositore non poté prendere parte, perché firmò un contratto esclusivo con la casa discografica RCA.

Maria Travia, moglie del maestro – siciliana nata a Gioiosa Marea –, è una figura importante della sua vita, la prima consigliera ad ascoltare ogni composizione, il «primo applauso», come sostiene Caterina Caselli. Gli aspetti privati di Morricone vengono indagati con eleganza e riservatezza, ripercorrendo il matrimonio con Maria e i rapporti con il padre, al quale era molto legato. Della personalità di Morricone impariamo tanto dagli anni in cui di notte suonava la tromba nei locali, per sostituire il padre, e la mattina studiava al conservatorio, contesto d’élite, dove il ragazzo, proveniente da un’umile famiglia, ebbe come maestro Petrassi, il quale gli trasmise la passione per Stravinskij. Il mondo della musica lo ricorda con riverenza e soddisfazione, attraverso la rievocazione di alcuni arrangiamenti composti per Mina, “Se telefonando”, Edoardo Vianello, “Pinne fucile e occhiali”, Gino Paoli, “Sapore di mare” e Joan Baez, “Here’s to you”.

Immaginatore di suoni fatti musica, il maestro trae linfa vitale da citazioni colte della musica da camera per farne cinema.

Un compositore «vario e contrario», si definisce da sé. Ennio Morricone è l’inventore di una nuova forma espressiva – dichiarano, unanimi, tutti i testimoni presenti in “Ennio” – aggiudicandosi di diritto il titolo di pioniere di qualcosa di mai visto prima nel ‘900, un precursore che guarda al passato e al futuro. Un lavoro tutto incentrato sul suono, dove la melodia era quasi esiliata. Il leggendario compositore è ancora tutto da indagare, non si finisce mai di conoscerlo. Lo scopritore dell’arrangiamento, sostengono gli ospiti di “Ennio”, prima di lui le canzoni «si accompagnavano», asserisce Gianni Morandi, per il quale Morricone scrisse gli arrangiamenti di “Andavo a cento all’ora”, “Non son degno di te” e “In ginocchio da te” – sia il brano che la colonna sonora dell’omonimo film. Morricone chiude il film rivelandoci il più grande tormento per un compositore, donandoci anche la chiave di volta e lo spirito giusto per proseguire.

Ultimo aggiornamento

Emanuela La Mela

Emanuela La Mela