28 Gennaio 2022
Auschwitz: viaggio all’inferno

…chi si salvò non chiese mai vendetta, chiese solo di non dimenticare…
A Santa Teresa Riva, Nuovo Teatro Val d’Agrò, due recite sabato 29 e domenica 30, in scena Liliana Randi. Un progetto teatrale nato da interviste e testimonianze raccolte fra la comunità ebraica di Roma. Regia di Giovanni Anfuso.
Nella foto: Liliana Randi, la protagonista.
C’è stato un tempo in cui gli uomini venivano costretti a partire con una valigia riempita in fretta, per una destinazione che non conoscevano. Molti non facevano ritorno a casa, mai più…ma alcuni si! Uno scrittore ha scritto che la memoria è un luogo, un luogo reale che si può visitare. Il luogo che conserva la memoria di quegli uomini e delle loro valigie si chiama Auschwitz, e si può visitare.
Auschwitz è un campo di sterminio costruito dai Tedeschi nel 1940 in una piccola cittadina della Polonia. Fu realizzato per uno scopo: cancellare gli ebrei. Sterminarli. Perché? Perché erano ebrei. Ma non solo gli ebrei, anche altre categorie di persone finirono nei campi di concentramento: omosessuali, rom, disabili, prigionieri di guerra, oppositori politici… Milioni di persone vennero sterminate.
I soldati nazisti sequestravano queste persone nelle loro case e li portavano via. Gli facevano preparare una valigia per il viaggio, con su scritto il proprio nome, senza dare altre spiegazioni. Quelle valigie sono la dimostrazione che gli uomini, le donne e i ragazzi, a cui appartenevano, sono passati da lì. Così nessuno potrà mai dire che quelle persone non sono esistite. Nessuno potrà mai cancellare Auschwitz.
Oggi quelle valigie sono nel blocco 5 dietro un vetro. Migliaia di valigie ammassate l’una sull’altra. Una montagna di borse vuote, tutte diverse. Su tutte ci sono scritti un nome, un cognome e un indirizzo. Valigie piccole e valigie grandi. Ognuna trasporta una speranza e una storia. La storia di chi è rimasto lì ma anche di chi è riuscito a tornare per raccontarla e che, nonostante tutto, non ha mai chiesto vendetta.
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.






