07 Gennaio 2022
Emily in Paris, una “serie” di stereotipi: top o flop?

La seconda stagione di Emily in Paris ha acceso non poche polemiche: avrà conquistato il pubblico?
La serie Emily in Paris ha debuttato sulla piattaforma streaming Netflix il 2 ottobre 2020, ideata da Darren Star, regista della commedia sentimentale Sex and the City e dell’iconica serie Beverly Hills 90210. Nonostante la prima stagione non sia piaciua ai critici francesi – per via dell’abbondanza dei cliché sui parigini – il 20 dicembre 2021 è arrivata la seconda stagione da dieci episodi con la bellissima Lily Collins (Emily Cooper) cui personaggio si prepone d’imitare “l’art de vivre à la parisienne”.
La protagonista Emily Cooper è un’americana che viene “spedita” dal suo capo da Chicago a Parigi per lavorare da Savoir, un’agenzia pubblicitaria che promuove brand di lusso. Tra la capitale francese ed Emily è subito amore benchè il lavoro di marketing online e social media manager la tenga molto occupata. La protagonista è eccentrica, positiva, innamorata della “vie en rose” parigina, socievole e libera. Tutti gli altri personaggi sono stereotipati, non hanno profondità ne una proria caratterizzazione in quanto la trama della serie non da spazio al racconto delle loro vite. Tutti gli uomini sembrano avere interesse per Emily e tutte le donne sembrano esser abbagliate dal suo successo.

Dopo questa breve premessa sulla sinossi della serie, analizziamone gli stereotipi presenti:
1. Ucraina VS Francia. Ad accendere la polemica sui social l’ucraina Petra con marcato accento est europeo che frequenta il corso di francese insieme all’americana Emily. Un giorno le due amiche decidono di fare shopping insieme quando, l’ucraina inizia a rubare capi costosi spingendo anche la protagonista a farlo. Le ragazze indossano una serie di capi per poi uscire dal negozio sperando di passare inosservate. A quel punto il rimprovero dell’americana che, in disaccordo con l’ucraina, le spiega che sarebbero dovute rientrare in negozio per consegnare la refurtiva. Per questa ragione il quarto episodio della serie è stato duramente criticato dal ministro della Cultura di Kiev Oleksandr Tkachenko che, a quanto pare, ha inviato una lettera di protesta a Netflix dopo aver scritto su Telegram: “In Emily in Paris abbiamo una caratterizzazione inaccettabile. E anche offensiva. È così che le ucraine vengono viste all’estero?”;
2. America VS Francia. Americans never sleep, è un luogo comune? Il detto popolare è stato cantato dal famoso Frank Sinatra in “New York, New York”: city that never sleep. Rispetto ai parigini, e quindi gli europei, l’americana Emily sembra “lavorare per vivere” non riposandosi mai, nemmeno il fine settimana, motivo per cui viene criticata e derisa dai suoi amici. La protagonista sembra essere la regina del problem solving – la maggior parte dei quali creati da lei stessa – generando ammirazione nei suoi confronti da parte di amici e colleghi.
Altri clichè riguardano la lingua ed il comportamento dei parigini. É falso pensare che i francesi non parlino in inglese o che addirittura si rifiutino di rispondere ad una domanda o richiesta da parte di uno straniero se quest’ultimo non conosce perfettamente il francese. Così come è falso pensare che i parigini siano altezzosi. Molti stranieri che vivono a Parigi hanno spiegato che i parigini sono molto riservati e che – la maggior parte del tempo – vanno di fretta;
3. Eccentricità VS moda parigina. Emily indossa capi costosissimi ed alla moda ed è proprio il suo stile – da alcuni molto criticato – a tenere lo spettatore incollato allo schermo: “Chissà quale capo indosserà per presenziare a quell’evento? Quali accessori abbinerà a quell’outfit?”. Il concetto della moda a Parigi è anch’esso stereotipato, è banale pensare che i parigini, in quanto nati nella capitale della moda, vadano in giro ricreando i look proposti dalla serie;
4. Amore libero VS europei. La protagonista è senza dubbio uno spirito libero alla ricerca di se stessa. Il suo modo di fare rende la serie piacevole, frizzante e per nulla impegnativa dato che, anche il suo rapporto con l’amore, è libero. Dopo aver tradito la fiducia dell’amica Camille – intraprendendo in segreto una relazione con il suo fidanzato Gabriel – le due riescono a mantenere un rapporto fin troppo amichevole. A tal proposito pochi giorni fa l’attrice Camille Razat ha dichiarato che nella prossima stagione potrebbe esserci un flirt tra Emily ed il suo personaggio Camille. Chissà come potrebbero evolversi i nuovi episodi data la relazione che nel corso di questa stagione Emily intraprende con il banchiere inglese Alfie, seppur nutrendo ancora un forte sentimento per Gabriel. Qualora venisse confermata la terza stagione si ripartirebbe da quì: testa o cuore? Emily rimarrà a Parigi o tornerà a Chicago?





