30 Agosto 2021

Calcio Catania, le difficoltà di D’Antoni in Sigi e la sacralità delle famiglie

Calcio Catania, le difficoltà di D’Antoni in Sigi e la sacralità delle famiglie

Si rincorrono voci e articoli sull’arrivo dell’imprenditore Salvo D’Antoni in Sigi, ma risale al 17 agosto la risposta negativa dell’appaltatore. 

Il no di D’Antoni risale al 17 agosto

In Sigi momenti di difficoltà enormi per via delle pressioni mediatiche che stanno mettendo a dura prova i nervi di alcuni soci e anche di altri che avrebbero voluto entrare, ma che per pressioni esterne hanno dato il loro diniego. Si tratta di Salvo D’Antoni che il 17 agosto scrive ai soci Sigi che credeva molto nel progetto e di fare parte di un’azienda come il Catania. “Il pensiero di poterla gestire in modo egregio e risollevarla semmai ci fossimo riusciti insieme sarebbe stato il mio orgoglio più grande”.  Ma troppe sono state le mail, telefonate, e messaggi su Facebook. Troppe. tanto da fare rendere conto a D’Antoni, non un Paperon de Paperoni ma quello che si dice un onesto lavoratore a desistere dall’impegno preso. “Tutto questo non fa parte del mio mondo”.

Attenzioni stampa su aspetti societari più che legittime

Le pressioni nel mondo del calcio sono alte, figuriamoci a Catania, dove si è andati fin oltre ogni ragionevolezza. La colpa sta in parte nel passato, vista la situazione economico finanziaria del club lasciata dal duo Lo Monaco e Pulvirenti. I due hanno, inoltre combinato un altro danno irreparabile data dalla falsa comunicazione alla stampa. Si falsa, falsa totalmente. Il risanamento tanto declamato da Lo Monaco non è mai esistito. La stampa, che per anni è stata incredibilmente silente, non può far si che altre menzogne siano dette o nascoste. Chi ha preso il Calcio Catania doveva averlo ben chiaro: sconti zero. Per nessuno e per nessun motivo.

Dal caso Manenti-Parma alle dichiarazioni inopportune di Ferraù

Da qui nasce la ricerca di documenti, di riscontri e dati oggettivi. Il lavoro di Mario Gerevini, del Corriere della Sera, sul caso Manenti – Parma ha fatto scuola. In nove minuti secchi il sedicente imprenditore viene smontato dal collega del corriere, più preparato del previsto. L’argomento era la solidità del proprietario. Questa è fondamentale nel calcio. Senza non c’è squadra, non c’è campionato. Giovanni Ferraù nell’ultima conferenza stampa fa un errore clamoroso nel dichiarare: “I tifosi e la stampa non devono occuparsi degli aspetti societari”. L’errore costa caro a Ferraù e Sigi. perché c’è una debolezza in quell’asserzione. La stampa, uno non si occupa solo di calcio, due anche se si occupasse di solo calcio sa perfettamente che dagli assetti economici e finanziari deriva ( come detto sopra) la prestazione a lungo termine di una squadra (con qualche eccezioni che però confermano la regola).

Da cosa nasce cosa…

Arriviamo quindi al documento sulla suddivisione delle quote Sigi che viene pubblicato su La Sicilia da Giovanni Finocchiaro. Contiene dati precisi, fin troppo. E da qui le conseguenze. Per spiegarle meglio vi racconto una telefonata tra me e un imprenditore catanese che ha messo da qualche tempo le “tende” a Malta. Alla mia domanda: “Che forza imprenditoriale ci vuole per rilevare il Catania oggi? E tu sei interessato?”. L’imprenditore laconicamente mi risponde: “Ci vuole uno che abbia 40 milioni di euro l’anno di utili. Con meno non può sostenere questo debito. Poi – continua – non bisogna dirlo alle mogli, perché se scoprono che butti soldi avrai un problema enorme, quello di scegliere la famiglia o il Catania. Ma come sai benissimo la famiglia è sacra“. Da cosa nasce cosa quindi e l’imprevedibile accade quanto meno te lo aspetti.

Le debolezze di Sigi fin troppo evidenti

Il documento, inoltre conferma l’inconsistenza economico patrimoniale di Sigi nei confronti del debito (per altro diverse volte sottolineata da Ferraù). I circa 6,2 milioni di euro, sono infatti solo parte degli 8 che Sigi aveva deliberato come ricapitalizzazione (Vedi nella nota integrativa la relazione dell’amministratore unico Nico Le Mura, messa a bilancio 2019/2020).

La Torre non è al buio

Una bella notizia però da Torre del Grifo arriva. la luce non la staccheranno, perché a detta del Calcio Catania non vi è nessuna bolletta arretrata. Una da pagare si, ma non arretrata.

Le Mura: “Basta disfattismo”

Nico Le Mura non le manda a dire: “Sta diventando tutto molto difficile a causa di questo disfattismo che compare nei social e in qualche testata online. Per tutto intendo sia da un punto di vista societario che da un punto di vista sportivo. Qui stiamo lavorando per l’arrivo di un difensore e di un attaccante“.

 

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.