31 Maggio 2021

Comitato “vittime della S.S. 284” contro la rimozione dello spartitraffico

Comitato “vittime della S.S. 284” contro la rimozione dello spartitraffico

Il promotore del comitato civico spontaneo “Vittime della S.S. 284”, Vincenzo Sangrigoli, chiede alla Prefettura di Catania, all’ANAS e al sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno l’immediata sospensione dei lavori di rimozione dello spartitraffico allocato nella S.S. 284. 

Asec Trade S.r.l.

Di seguito il testo

Con la presente, lo scrivente Vincenzo Sangrigoli, promotore del comitato civico spontaneo
“vittime della S.S. 284”, chiede di far luce sulla “paventata” rimozione dello spartitraffico allocato nel territorio di Biancavilla sulla S.S 284, chiedendone l’immediata sospensione dei lavori di rimozione dello stesso ad oggi, diffuso solo a mezzo stampa della quale non si conosce la fonte e non esistono – nemmeno – comunicati ufficiali stampa dell’ente (ANAS) che gestisce la manutenzione della stessa strada stradale. In queste ore – sempre – attraverso la stampa locale, apprendiamo la decisione di non procedere alla rimozione dello spartitraffico, anche in questo caso – purtroppo – senza nessuna comunicazione ufficiale. Si prega di inoltrare alla PEC dello scrivente notizie certe in merito a quanto esposto al fine di evitare il proliferarsi dello sciacallaggio mediatico e politico locale.

Tale circostanza (sopra evidenziata), ha generato molti malumori e stati d’ansia per via
dell’imminente “pericolo di morte” che la strada in oggetto potrebbe rappresentare senza lo
“spartitraffico” in quella che venne definita dalla cronaca nera la “strada della morte”. Infatti, dall’anno di istallazione (2007), lo spartitraffico ha preservato diverse vite umane del comprensorio (Adrano, Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro, Santa Maria di Licodia e Paternò), riducendo – drasticamente – gli incidenti stradali.

In attesa di un Vostro celere riscontro.
Adrano, 30/05/2021
Comitato “Vittime della S.S 284”

Ultimo aggiornamento

Anna Rapisarda

Anna Rapisarda