24 Maggio 2021

La settimana catanese Franco Battiato nell’infinito e nell’eterno

La settimana catanese Franco Battiato nell’infinito e nell’eterno

Il Comune di Catania piange il musicista di Jonia ma dimentica di esprimere solidarietà ai Briganti di Librino, vittima dell’ennesimo danneggiamento. 

Catania più povera, l’Italia dell’arte musicale più povera: Franco Battiato ha concluso la sua esperienza terrena. Dopo una lunga malattia, protetto dai familiari, il musicista di Jonia è passato nella dimensione dell’infinto e dell’eterno. La più congeniale per lui, compositore e interprete raffinato e originale, innovatore per eccellenza, capace di stravolgere le regole e i confini della musica. Commozione e ammirazione, amici ed estimatori a suon di comunicati, “coccodrilli”, rievocazioni. Istituzioni in gara per aggiudicarsi il primato di dedicargli per primi qualcosa: lungomare, piazze, auditorium, teatri.

Solidarietà bipartisan anche per I Briganti di Librino, dopo l’ennesima intimidazione. Il loro minivan viene bruciato in piena notte, poche settimane dopo un furto nella sede. Il club rugbistico insegna a decine di ragazzi di fare meta nella partita della propria vita, prendendo a calci una palla ovale e abbracciando regole e solidarietà. Unico assente, tra abbracci, visite, dichiarazioni, il Comune di Catania, non nuovo ad amnesie istituzionali, forse a ausa del clima caldo che si respira a Palazzo degli elefanti.

La delibera sul canone della pubblicità approvata giovedì scorso con 22 favorevoli e un astenuto mette a nudo una realtà assodata oramai da qualche mese: Pogliese è un sindaco di coalizione sotto il “protettorato” degli autonomisti di Grande Catania e dalla Lega, legati a doppio filo dopo il patto federativo. Il doppio filo è rappresentato da Alessandro Porto, il secondo assessore leghista dopo Fabio Cantarella. Un esempio: il catasto dei soprassuoli è stato puntualmente osteggiato dai lombardiani, ma la delibera, dopo più di un anno di traversie, viene magicamente votata dopo il passaggio alla Lega di Porto. Un segnale chiaro del quale il sindaco deve tenere conto, da qui alla fine del mandato: tutte le votazioni in Aula hanno un valore politico. Anche le più tecniche. Una prova di forza che gli “alleati”  di Fratelli d’Italia  danno sistematicamente al primo cittadino. Senza di loro (Grande Catania, Forza Italia, Diventerà Bellissima e ora anche Cambiamo!) non passerebbe neanche una delibera di rilevanza marginale. La prova del nove già domani, quando il civico consesso si riunirà per deliberare sulla fusione di Sostare in Amt. Previste turbolenze su piazza Duomo.

Daniele Lo Porto

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.