20 Aprile 2021

RSC sull’ecomostro che sta sorgendo sul monte di San Paolillo

RSC sull’ecomostro che sta sorgendo sul monte di San Paolillo

Nella puntata di ieri sera, Radio Studio Centrale ha approfondito la questione dell’urbanizzazione selvaggia della Timpa di Leucatia con la presidente di SiciliAntica e il consigliere Graziano Bonaccorsi.

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Nella puntata di ieri sera della trasmissione “L’informazione che non ti aspetti” di Radio Studio Centrale condotta da Melania Tanteri, si è approfondito un tema che, già da un po’ di tempo, sta tenendo banco in città, ovvero quello della Timpa di Leucatia e dell’ecomostro che sta per sorgere al suo interno, nella collina verde del monte San Paolillo, tra Barriera e Canalicchio.

L’argomento in questione è stato sollevato in Commissione Consiliare dal consigliere Bonaccorsi ed è stato subito rimbalzato dall’associazione SiciliAntica. Ospiti della trasmissione, infatti, la Presidente Regionale dell’associazione SiciliAntica Simona Modeo, il consigliere comunale Graziano Bonaccorsi (M5s) e il giornalista collaboratore di Free Press Online Daniele Lo Porto.

Le parole della Presidente Regionale dell’associazione SiciliAntica

Su sollecitazione della condutrrice, Melania Tanteri, Simona Modeo chiarisce la posizione di SiciliAntica in merito alla questione.

<< Siamo rimasti sconcertati da quello che sta accadendo sul monte San Paolillo – afferma Simona Modeo – dato che quella non soltanto è una zona tutelata da vincoli paesaggistici e archeologici, ma anche una zona a rischio geologico, in quanto potrebbero verificarsi delle frane. Non riusciamo a comprendere come le istituzioni abbiano potuto rilasciare le autorizzazioni alla Dusty per edificare su quest’area. Da un punto di vista archeologico, stiamo parlando di testimonianze che vanno dalla Preistoria all’età greca. Vi si trovano anche una tomba romana e delle strutture militari che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale. A questo proposito, SiciliaAntica ha mandato proprio ieri una pec alla Soprintendenza di Catania per richiedere l’istituzione del vincolo storico e antropologico in quanto queste strutture militari sono evidentemente a rischio di distruzione >>.

<< Non è la prima volta che ci troviamo a riscontrare la facilità con cui le istituzioni prima rilascino i vincoli e, successivamente, concedano dei permessi in contrasto con essi – prosegue la Modeo – Dopo l’episodio del 2009, in cui i lavori furono bloccati solamente perché fu presentato un esposto alla Procura della Repubblica, quindi grazie all’intervento della Magistratura, non riesco a comprendere come questo si sia potuto verificare di nuovo. Il 29 marzo avevamo fatto un’apposita segnalazione alla Soprintendenza di Catania, ai carabinieri del nucleo Tutela e al Comune di Catania e ci saremmo aspettati che di fronte a questa denuncia qualcuno intervenisse tempestivamente per bloccare i lavori. Così, purtroppo, non è stato >>.

Alla domanda rivoltale del giornalista di Free Press Online, Daniele Lo Porto, sulla messa a conoscenza dei fatti dell’assessore regionale del ramo, la presidente di SiciliAntica ha risposto: << Noi abbiamo mandato sia all’assessore regionale che al presidente Musumeci le opportune comunicazioni. Penso comunque che l’assessore ne sia a conoscenza. Abbiamo inoltre mandato questa richiesta di approvazione del vincolo che ci auguriamo venga accolta positivamente o che quantomeno riceva una risposta. Non ci aspettiamo questo silenzio assordante da parte delle istituzioni, perché quando succedono cose del genere i primi ad intervenire dovrebbero essere loro, invece sono sempre i cittadini a muoversi per primi. Stiamo dunque cominciando a pensare di fare intervenire la Magistratura, come è successo nel 2009, perché, non avendo alternative, è forse l’unica strada da percorrere >>.

Le parole del consigliere comunale Graziano Bonaccorsi (M5s)

<< Ringrazio innanzitutto l’associazione SiciliAntica e tutti i cittadini di buona volontà che, ancora oggi, segnalano situazioni di questo genere, riuscendo a fare la differenza – afferma Graziano Bonaccorsi – Come diceva prima la presidente, si verificano delle situazioni in cui le istituzioni arrivano a mostrarsi sorde e cieche. Ne è esempio il fatto che l’associazione SiciliAntica avesse già fatto una segnalazione all’Amministrazione Comunale in merito a questa vicenda il 29 marzo mentre io, per puro caso, l’ho appreso tramite i social. Se non avessi visto un post su Facebook, non mi sarei accorto della situazione. Quando ti arriva una notizia del genere rimani folgorato e pensi che si parla tanto di consumo del suolo zero, plastic free, ecc… e poi, quando arrivano le ruspe e distruggono il patrimonio del nostro territorio, sono solo i cittadini a lamentarsi, mentre le istituzioni rimangono in silenzio >>.

Il giornalista di Free Press Online Daniele Lo Porto ha poi sottolineato la valenza storica e archeologica dei ritrovamenti avvenuti nella zona in questione, in particolare quello della tomba romana e delle ceramiche micenee (primo ritrovamento di questo genere nella provincia di Catania).

Riguardo alla questione dell’accesso ai relativi atti da parte del Consiglio Comunale, il consigliere Bonaccorsi ha risposto: << Abbiamo sollevato la questione in Commissione Urbanistica e molti dei consiglieri, compresi quelli della maggioranza, sono rimasti stupiti dalla notizia. Questo anche perché alcuni stavano lavorando in commissione al fine di realizzare all’interno della Timpa un parco urbano e renderlo fruibile, sicuro e pulito. Attualmente, tra l’altro, nella zona ci sono anche aree in cui vengono abbandonati i rifiuti. E’ dunque un argomento che interessa tutti i consiglieri e il Consiglio Comunale in generale. Ora, la questione è: ci sono delle leggi e dei vincoli. Come vengono interpretati e rispettati? Perchè all’interno di Catania ci sono zone che vengono più tutelate di altre? Questa non è una questione di attinenza privata, ma una questione pubblica di rispetto delle regole. Se stabilisci delle condizioni, devi farle rispettare a tutti. In Commissione Urbanistica avremo a breve il dirigente e l’assessore al ramo per avere informazioni relativamente a queste autorizzazioni e abbiamo anche richiesto l’inerente documentazione per poterla discutere con cognizione di causa insieme a tutti i componenti della Commissione. Vorrei capire come si può rilasciare, in una zona vincolata e problematica dal punto di vista geologico, un’autorizzazione all’edificazione. Se questo si fa a San Paolillo, allora si potrebbe fare anche nell’Oasi del Simeto >>.

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Anna Rapisarda

Anna Rapisarda