18 Aprile 2021
La settimana catanese Scosse di assestamento a Palazzo degli elefanti

Dall’intervista di Micciché nuovi riassetti politici che hanno coinvolgono anche il Comune di Catania. Qui Anastasi richiama tutti al fervore dei primi giorni della legislatura rilanciando il suo cavallo di battaglia: il Decentramento Urbano. La maggioranza? Appare sempre più solida visti anche gli esiti delle ultime votazioni in Aula.
Un’intervista di Gianfranco Miccichè spariglia le carte sul tavolo verde della politica regionale e catanese. Il coordinatore di Forza Italia, messo all’angolo, esce dall’arroccamento con una contromossa: fa capire che Nello Musumeci non si ricandiderà per il secondo mandato e boccia due assessori del suo stesso partito: Gaetano Armao, imposto sull’altare delle alleanze, e Marco Falcone che sta crescendo troppo e potrebbe diventare ingestibile. Non a caso a sgambettare un credibile candidato a sindaco di Catania ci pensa Agatino Giusti che da Forza Italia passa al movimento “Cambiamo”, del governatore della Liguria, Toti, decretando la fine del gruppo azzurro in Consiglio comunale (tre il numero minimo di consiglieri per tenere in vita un gruppo consiliare). A seguire Giusti, Angelo Marchese, consigliere del I Municipio. Il nuovo riassetto non muta la geografia in Aula consiliare dove l’assessore Barbara Mirabella ha incassato con 20 favorevoli e un astenuto (Gelsomino, Italia Viva) il sì alla delibera sul Ecomuseo del Bosco di Jaci.
Prima del voto a mostrare i muscoli, e soprattutto acumepolitico, è stato il capo degli autonomisti Sebastiano Anastasi. Con il suo intervento in aula ha suonato la carica a un Consiglio in fase “naturalmente calante dopo la prima metà mandato”. Molti osservatori di Palazzo degli elefanti, hanno intravisto in queste sue dichiarazioni la debolezza nella maggioranza. Nulla di più sbagliato, però, visti i numeri e i risultati delle ultime votazioni in aula, dove sono stati approvati facilmente dei debiti fuori bilancio, roba da record. Il discorso di Anastasi era preparatorio e per alzare l’attenzione su un tema a lui caro: il Decentramento urbano. Giorno 22 ha convocato in VIII Commissione l’assessore Alessandro Porto e i sei presidenti dei Municipi per dare seguito al regolamento approvato più di un anno fa. L’atto di forza che potrebbe portare a un cambio epocale nella pubblica amministrazione catanese, viene da colui che quando prende la parola in Aula fa cessare i brusii e i chiacchiericci e attira l’attenzione, tanto è ascoltato da tutti.

Nel frattempo che si aspetta l’esito del bando di gara dei rifiuti, torna in auge il nome di Rossella Pezzino de Geronimo, amministratore di Dusty e della Dusty Immobiliare che su monte San Paolillo (all’interno della Timpa di Leucatia) sta costruendo condomini. Tutto in regola visto che non sta violando nessuna legge e sembrerebbe aver avuto tutte le autorizzazioni, comprese quelle della Soprintendenza ai beni culturali. Insomma, a Catania si possono costruire palazzine a pochi metri da una tomba monumentale romana e dalle tracce di un villaggio preistorico, studiato anni fa.
Tornando all’insinuazione di Miccichè sul futuro di Musumeci, il presidente della Regione ha suonato la carica e confermato che punta al mandato bis, mentre Claudio Fava, attuale presidente della Commissione regionale antimafia, scalda i muscoli e stimola il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, un altro catanese, a costruire un progetto ampio che non veda ancora il maggior partito del centrosinistra succube di alleanze forzate.
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.





