14 Aprile 2021

Anastasi suona la carica: “Flessione nell’atteggiamento di Giunta e Consiglio comunale”

Anastasi suona la carica: “Flessione nell’atteggiamento di Giunta e Consiglio comunale”

In due interventi gemelli (Consiglio comunale e Commissione Bilancio) il capogruppo di Grande Catania, Sebastiano Anastasi suona la carica.

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Il problema

Non ci siamo e si vede. Da osservatore dei fatti che accadono all’interno del Palazzo degli Elefanti, vi posso dire che l’aria è cambiata rispetto a parecchi mesi fa. Vi è una flessione nell’atteggiamento della Giunta e del Consiglio comunale. Le parole le rubo a Sebastiano Anastasi, che in due interventi gemelli (Consiglio comunale e Commissione Bilancio) ha sottolineato giustamente questo cambio di marcia.

L’analisi

Secondo il capogruppo di Grande Catania ciò è dovuto “non solo perché siamo a metà mandato ma anche perché l’Amministrazione comunale e il Consiglio sono stati messi sotto stress fin dall’insediamento”: dissesto, conti in disordine, inchieste, Covid. Quest’ultimo ha inciso in modo cruciale. Anastasi si riferisce alla tipicità delle aziende del Sud ed in particolare a quelle di Catania, dove “Il tessuto sociale è fatto di commercianti, di operatori turistici”, e anche di artigiani e lavoratori autonomi. Per questi “Non vi è nessun ammortizzatore sociale, perché sono chiusi”.

L’anello che unisce la crisi Covid con il dissesto, per Anastasi sono le “Norme nazionali”, definite come “obsolete che non aiutano e che sono capestro per il dissesto. Sappiamo che Banca Nuova -afferma il capogruppo di Grande Catania – una volta che finirà la procedura per il dissesto, vorrà i crediti per intero e il Comune rischia di dissestare”.

“Nella gestione dei rifiuti l’Amministrazione può poco visto che il sistema regionale non funziona”. Il quadro disegnato dal capogruppo di Grande Catania è quindi quello di una città con dei gravi problemi suoi interni, ma che attorno non è minimamente supportata da un contesto normativo adeguato per una ripartenza. L’esempio portato da Anastasi è l’esistenza di una norma che non permette di inserire la Tari nella bolletta della luce. Ciò di certo non aiuta a combattere l’evasione.

La soluzione

Il modo per uscirne fuori c’é, ma bisogna anche agire presto sennò “Questa consiliatura è bella che finita”, tuona il rappresentante degli autonomisti. “Dobbiamo chiamare la deputazione catanese che oggi è quasi tutta in maggioranza visto il Governo di larghe intese. Dobbiamo chiamare a raccolta i ministri”. In poche parole bisogna farsi sentire a livello nazionale. A livello locale per Anastasi, “Dobbiamo lasciare perdere le lcritiche sulle partecipate e sugli assessorati”. Fin qui Anastasi.

Il contesto

Ora però proviamo ad analizzare il contesto. Nei fatti il punto degli assessorati, ha creato parecchi mal di pancia a tanti consiglieri comunali della maggioranza, che direttamente o indirettamente, e lo sappiamo per certo, hanno chiesto la “testa” di Alessandro Porto, da quanto è passato alla Lega.

Certo è anche che Catania, in questo momento non è aiutata dalle attuali geografie politiche nazionali, visto che Meloni tutto può definirsi tranne che simpatizzante del Governo Draghi. Avere come sindaco Pogliese, in attesa del processo d’Appelo per le spese pazze all’Ars e fedelissimo alla Giorgia nazionale, non aiuterebbe l’attuale amministrazione cittadina a farsi ben vedere nei palazzi romani. È anche vero però che il primo cittadino in passato ha fatto dei miracoli politici, grazie alla vicinanza con la Lega e anche ad una deputazione pentastellata, sensibile ai problemi della città, che ha spinto, durante il primo Governo Conte, affinché arrivassero gli aiuti per fare uscire dal dissesto il Comune di Catania.

Visti i precedenti quindi con la compattezza e un’unione d’intenti i risultati possono arrivare. Occhio sempre alle prossime consultazioni che esse siano nazionali, regionali o per il rinnovo del Consiglio comunale che consegnano ai vari esponenti politici un bilancino difficile da tenere in equilibrio soprattutto durante i sobbalzi di vari big che non tarderanno ad arrivare.

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redazione

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