09 Aprile 2021

“Clean Cities: ripartiamo dalle città”, la campagna itinerante di Legambiente in Sicilia

“Clean Cities: ripartiamo dalle città”, la campagna itinerante di Legambiente in Sicilia

Ferma in Sicilia “Clean Cities”, nuova campagna itinerante di Legambiente con l’obiettivo di testare i capoluoghi italiani sui temi della mobilità e della transizione ecologica.

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Catania e Palermo entrambe bocciate alla prova sulla mobilità sostenibile proposta dall’associazione Legambiente: Catania, con ben 73 automobili su 100 abitanti, ha il tasso di motorizzazione automobilistico tra i più alti del Paese e, con 8 feriti ogni mille abitanti l’anno per incidenti stradali, si colloca tra le città più pericolose d’Italia;  Palermo conta 60 auto per 100 abitanti, una media al di sotto di quella nazionale, ma tra i più alti d’Europa: tra il 50 e il 100% in più di quanto si riscontra a Madrid, Parigi, Amsterdam, Berlino, ancora peggio se si prende a paragone la città metropolitana. Inoltre, la città ha ancora una modesta rete di piste ciclabili, e l’implementazione nel 2020 appare del tutto insufficiente.

Questi i dati più rilevanti emersi dalle “Pagelle della Città” redatte da Legambiente nell’ambito della campagna, che verranno consegnate simbolicamente oggi pomeriggio ai Comuni di Catania e Palermo.

Dopo il Flash Mob di ieri in piazza Cardinale Pappalardo (ex duca di Genova), in cui attivisti vestiti con tute bianche e maschere antigas hanno piazzato una centralina antismog ed esposto striscioni contro l’inquinamento atmosferico, si terrà oggi, alle ore 18.30, a Palazzo Biscari, la conferenza stampa di presentazione della pagella “Clean Cities”, una sintesi delle performance locali delle città di Catania e Palermo sui principali indicatori urbani relativi a ciclabilità, mobilità elettrica, sicurezza e inquinamento atmosferico. Intervengono: Andrea Poggio, responsabile mobilità Legambiente, Salvo Pogliese, Sindaco di Catania, Giuseppe Arcidiacono, Assessore alla Mobilità del Comune di Catania, Enrico Trantino, Assessore all’Urbanistica del Comune di Catania, Fabio Cantarella, Assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Barbara Mirabella, Assessore alla Cultura del Comune di Catania, Giacomo Bellavia, Presidente Azienda Metropolitana Trasporti, Luca Blasi, Presidente Azienda SoStare s.p.a., Ruggero Moncada, residente piazza Duca di Genova, Antonio Perdichizzi, imprenditore piazza Duca di Genova, Davide Ruffino, circolo Legambiente Catania, Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia. Modera: Viola Sorbello, Legambiente Catania.

La pagella della città di Catania

I dati di Legambiente fotografano una città che deve incrementare gli sforzi per ridurre il livello di inquinamento, per limitare gli spostamenti in auto e favorire un trasporto pubblico locale a zero emissioni: La concentrazione di PM10 della città di Catania, con una media di 23 microgrammi/m3, supera il valore limite indicato dall’Organizzazione Mondiale della (20 μg/m3) anche nel 2020, anno in cui gli spostamenti si sono ridotti. Sono inoltre 1684 le vittime sulle strade dovute all’incidentalità in ambiente urbano, circa 8 feriti ogni mille abitanti e 15 morti all’anno, schizzando sulla vetta delle città più pericolose d’Italia.

Dati positivi arrivano per la nuova metropolitana (linea ferroviaria urbana), molto usata dagli studenti, ma inopportunamente sospesa durante il lockdown. Debolmente positivo il giudizio sull’offerta del trasporto pubblico locale elettrico, che copre il 25% della città, ma comunque insufficiente rispetto al 100% previsto dagli obiettivi 2030. Bassa l’estensione di piste ciclabili (solo 3 km), e inesistente l’implementazione dell’ultimo anno. Quasi inesistenti anche le strade “30 all’ora” (solo 2 km secondo quanto dichiarato dal Comune in occasione di Ecosistema Urbano, dossier di Legambiente), e nessuna idea di prospettiva. Inesistente l’offerta di servizi di sharing mobility, anche se forse partiranno a breve le nuove flotte di monopattini elettrici. All’anno zero il PUMS di città metropolitana, che auspichiamo si dia obiettivi di decarbonizzazione stringenti (blocco euro 1 a benzina e euro 4 diesel), puntando su un trasporto pubblico completamente elettrico.

<< I brutti voti in pagella non ci colgono di sorpresa – commenta Viola Sorbello, presidente di Legambiente Catania – Denunciamo da tempo l’assenza di ogni politica di mobilità sostenibile. Abbiamo anche offerto collaborazione proponendo un tavolo partecipato ma non ci è stata data risposta. Confidiamo in una nuova apertura dell’amministrazione comunale sia nei confronti di una nuova mobilità sia nei confronti delle associazioni così come è avvenuto in altri settori quali verde urbano, ecologia e rifiuti, urbanistica >>.

La pagella della città di Palermo

Anche a Palermo la strada verso una transizione ecologica è lunga. Alti i costi sanitari e sociali legati all’inquinamento della città (perdita di anni di vita, ricoveri ospedalieri, giornate di lavoro), che ammontano al 4,1% del PIL pro capite, come valutato da un recente studio europeo sull’inquinamento commissionato dall’EPHA a CE Delf. A questi costi, nel 2020, si sono aggiunti quelli catastrofici della pandemia Covid19, ed è noto che l’inquinamento, come il Covid, è ragione di aumento delle co-morbilità e di accorciamento dell’aspettative della vita. Seppur basso rispetto alla media nazionale, il numero delle vittime sulle strade, come riporta il Comune di Palermo, è, nel 2019, di 26 decessi e 376 feriti ogni 100mila abitanti. Più alto rispetto alla città di Catania, il livello di inquinamento con una quantità media di PM 10 pari a 26 microgrammi/m3. Modesta l’estensione di piste ciclabili (50 km al 2019), ma largamente insufficiente l’implementazione nel 2020, con soli 3,8 km, appena sopra l’1% dell’obiettivo al 2030. Ancora poche le zone “20 e 30 all’ora”, dato parzialmente compensato da numerose aree pedonali e ZTL. Ancora insufficiente l’offerta dei mezzi pubblici elettrici, che coprono solo il 15% della città metropolitana, al disotto dell’offerta delle città europee e delle necessità di una città ad alta densità abitativa. L’offerta di servizi di sharing mobility, auto e bici, seppure presente da anni, è allo stato iniziale, come lo sharing dei monopattini elettrici di recentissima attivazione. La scommessa per il futuro sta nella nuova rete tranviaria, la ferrovia urbana e la connessione con le linee di trasporto pubblico minore. Inoltre, il PUMS, ancora in fase di adeguamento,  dovrebbe fermare con immediatezza la circolazione degli euro 1 a benzina, fortemente inquinanti, e passare tempestivamente al blocco degli euro4 diesel.

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Anna Rapisarda

Anna Rapisarda