22 Febbraio 2021
Volgarità in diretta tv e fanatismo sub culturale

La cosa preoccupante in questa squallida vicenda figlia dei tempi, non sono gli insulti alla Meloni, ma la stura ad una deboscia da trivio, tipico di certo assolutismo pseudo culturale, che ha una chiara matrice di formazione politica.
Se, come riportato dalla stampa, Giovanni Gozzini, l’uomo che insultato oltre ogni limite l’on Giorgia Meloni, è veramente un docente universitario di storia presso l’Università di Siena, col suo dire ha fallito tre volte.
La prima: per arrivare a fare il docente universitario deve aver studiato fino al conseguimento della laurea e quindi all’abilitazione e infine superare il concorso a cattedra.
Qualcuno lo avrà mantenuto agli studi, verosimilmente i suoi genitori, e se questo è il risultato di almeno trenta anni di sostentamento, hanno fallito lui ed i suoi genitori.
La seconda, essendo insegnante dovrebbe sapere che il primo dovere di un docente è quello di insegnare, anche e soprattutto a comportarsi, dando l’esempio.
La terza, se è vero che insegna storia, nulla ha capito sulla funzione didattica della storia stessa (historia magistra vitae),e nulla ha metabolizzato di quanto accaduto nel corso dei millenni; la violenza verbale precede sempre, ed inevitabilmente, quella fisica.
Ce lo insegna la storia come tutti i regimi totalitari siano preceduti e corredati di violenza verbale, e ce lo insegna la zoologia; le scimmie ed i gorilla, di cui si dice siamo darwinianamente i discendenti, prima di scontrarsi fisicamente, fanno larghissimo uso di percussioni di petto ed urla .
E quindi, per un insegnante di storia, ecco il terzo fallimento.
Se avesse insegnato letteratura italiana, e segnatamente letteratura dantesca, forse avrebbe saputo cosa lo attende nell’aldilà; o forse no, perché accecato dall’iracondia.
La cosa preoccupante in questa squallida vicenda figlia dei tempi, non sono gli insulti alla Meloni, ma la stura ad una deboscia da trivio, tipico di certo assolutismo pseudo culturale, che ha una chiara matrice di formazione politica.
La mia vicinanza va alla donna, alla rappresentante del Popolo, al capo di un Partito legittimo, che forse turba i sonni dei parassiti radical chic poltronisti professionali.
Preoccupiamoci di chi guarda il mondo
Con il para occhi.
Ancora una volta soccorre il mio “ latinorum “: Cave ab hominem unius libri.
La prima: per arrivare a fare il docente universitario deve aver studiato fino al conseguimento della laurea e quindi all’abilitazione e infine superare il concorso a cattedra.
Qualcuno lo avrà mantenuto agli studi, verosimilmente i suoi genitori, e se questo è il risultato di almeno trenta anni di sostentamento, hanno fallito lui ed i suoi genitori.
La seconda, essendo insegnante dovrebbe sapere che il primo dovere di un docente è quello di insegnare, anche e soprattutto a comportarsi, dando l’esempio.
La terza, se è vero che insegna storia, nulla ha capito sulla funzione didattica della storia stessa (historia magistra vitae),e nulla ha metabolizzato di quanto accaduto nel corso dei millenni; la violenza verbale precede sempre, ed inevitabilmente, quella fisica.
Ce lo insegna la storia come tutti i regimi totalitari siano preceduti e corredati di violenza verbale, e ce lo insegna la zoologia; le scimmie ed i gorilla, di cui si dice siamo darwinianamente i discendenti, prima di scontrarsi fisicamente, fanno larghissimo uso di percussioni di petto ed urla .
E quindi, per un insegnante di storia, ecco il terzo fallimento.
Se avesse insegnato letteratura italiana, e segnatamente letteratura dantesca, forse avrebbe saputo cosa lo attende nell’aldilà; o forse no, perché accecato dall’iracondia.
La cosa preoccupante in questa squallida vicenda figlia dei tempi, non sono gli insulti alla Meloni, ma la stura ad una deboscia da trivio, tipico di certo assolutismo pseudo culturale, che ha una chiara matrice di formazione politica.
La mia vicinanza va alla donna, alla rappresentante del Popolo, al capo di un Partito legittimo, che forse turba i sonni dei parassiti radical chic poltronisti professionali.
Preoccupiamoci di chi guarda il mondo
Con il para occhi.
Ancora una volta soccorre il mio “ latinorum “: Cave ab hominem unius libri.
Alfio Franco Vinci
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


