15 Febbraio 2021
L’Università di Catania e la differenza tra un logo e un sigillo

E’ successo un putiferio. Inaspettato per certi versi, prevedibile per altri: ormai comandano i social e la notizia diventa il nuovo logo, non l’apertura dell’anno accademico con effetti speciali.
A conclusione di una suggestiva ed anche inusuale, cerimonia di inaugurazione in streaming del 586° anno accademico dell’Università degli Studi di Catania, l’attenzione dei media, dei social in particolare, è stata catalizzata dalla notizia del lancio della campagna di rebranding dell’Università di Catania. Facendo passare in secondo piano alcune importanti comunicazioni fornite dal Rettore Francesco Priolo, come ad esempio, il boom di immatricolazioni, il rispetto del vincolo di bilancio e le attività svolte dall’Ateneo in tempi di Covid-19. Ma il putiferio era prevedibile per altri versi, perchè quando si tocca il logo di una istituzione, per giunta gloriosa e centenaria come l’Università degli Studi di Catania, si scatenano soprattutto sui social reazioni di pancia a catena che spesso vanno oltre la stessa notizia. Ma la notizia non è quella che i social media hanno decretato che fosse.
La notizia è un’altra, forse non è stata veicolata bene. Non sarà modificata alcuna effigie dell’Ateneo, quella che magari fino a venerdì scorso a malapena un catanese su dieci conosceva nei dettagli. Una cosa è infatti il sigillo storico dell’Università degli Studi di Catania, quello in vigore dal 1934, progettato dalla professoressa Carmelina Naselli, in occasione del 500° anno dalla fondazione dell’Ateneo avvenuta col placet di Alfonso d’Aragona nel 1434. Basta dare un’occhiata al sito dell’Università per ripercorrere tutte le tappe storiche dell’emblema dell’Università (https://www.unict.it/it/ateneo/il-sigillo). Altra cosa è invece è il brand, il nuovo logo, registrato ufficialmente e depositato, che accompagnerà d’ora in avanti tutte le politiche di comunicazione dell'”Università che verrà”, quella che il Rettore di Catania prof. Francesco Priolo ha tratteggiato nel suo discorso, aprendo ufficialmente il 586° anno accademico.
Il nuovo brand, progettato dall’agenzia milanese iMille, costato 8.000 euro, sarà utilizzato sui social, per attività di merchandising e in ogni forma di comunicazione più moderna, rivolta ai giovanissimi, che supera i canoni tradizionali legati all’impiego del sigillo storico. Lo spiega l’Università in una dettagliatissima sezione del proprio sito (https://www.brand.unict.it). Come ogni nuova stilizzazione grafica può piacere oppure no, ma sarà solo il tempo e i significati che si daranno al nuovo logo che decreteranno il successo o l’insuccesso di questa nuova politica di comunicazione dell’Ateneo.

Il sigillo, invece no. Quello continuerà a comparire sulle pergamene di laurea delle migliaia di studenti che ogni anno completano il loro corso di studi dell’Università di Catania. E rimarrà pure sulla carta intestata delle comunicazioni ufficiali e in tutte le attività del cerimoniale.
Ultimo aggiornamento Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.




