03 Febbraio 2021
Facebook censura la ricerca scientifica sull’ozonoterapia

Lo strale dell’ultima censura informatica, sempre firmata Zuckerberg, colpisce ancora. Stavolta, però, la politica non c’entra: si tratta di uno studio scientifico sul tema riguardante l’impatto curativo dell’ozono terapia sul Covid 19, pubblicato dalla Sioot (Società Scientifica Ossigeno Ozono Terapia) e da numerosi istituti esteri su molte riviste internazionali. Gli studi da leggere sono presenti su una sezione dedicata al sito www.ossigenoozono.it.
Di questa cura avevamo già parlato in passato col medico e professore pioniere della terapia in Italia, il dottor Marianno Franzini, che oggi denuncia ai nostri microfoni di essere stato inspiegabilmente silenziato da Facebook:
Sotto, il post che ha subito la censura:
“Sono uscite ben quindici pubblicazioni sull’ossigeno-ozono terapia, oltre la nostra, come cura al Covid e sono visionabili interamente sul nostro sito, tradotti in italiano. Eppure, non è la prima volta che ci bannano ma la nona, e senza alcuna giustificazione. Dire che non rispettiamo le loro regole.. ma quali regole? Quelle basate sulla verità o sull’omertà, col risultato di far morire altre persone? Siamo arrivati a oltre 85.000 decessi. Ora: la regia di Facebook vuole i vaccini. Ma vuole anche i morti in contemporanea? Le cure per i malati di Covid ci sono, si possono fare e costano anche poco. Venti giorni fa siamo stati chiamati dalla Regione Lombardia a parlare di ossigeno – ozonoterapia in relazione al Covid. Non solo, i lavori sull’ozonoterapia in relazione al Covid sono parte della bibliografia dell’OMS. A scanso di equivoci, ripeto: l’ozonoterapia non sostituisce il vaccino, ma cura chi si ammala. Siccome per fare il vaccino ci vorrà ancora tempo, non possiamo permetterci di fare altri 80.000 morti. Se si attuano le cure, che esistono, si evita anche di continuare a tenere tutto chiuso impoverendo tutta l’Italia.
Il nostro non è un parere, ma un lavoro pubblicato e accreditato scientificamente.







