23 Gennaio 2021

Uno studio spagnolo considera i fondali dello Stretto di Messina i più inquinati al mondo, ma l’Università di Messina non ci sta

Uno studio spagnolo considera i fondali dello Stretto di Messina i più inquinati al mondo, ma l’Università di Messina non ci sta

Numerose volte viaggiatori, turisti ma anche lavoratori che fanno avanti e indietro fra la Sicilia e la Calabria sognano sul mare attraversato, dal ponte del traghetto, con un cornetto o un arancino in mano. Speriamo che gli stessi non gettino mai la carta della tavola calda in quelle acque che dicono di amare ma, a conti fatti, non possono più sopportare i soprusi di uomini e donne sporchi, sciocchi e trogloditi: infatti, secondo lo studio di un gruppo di ricercatori guidati dall’Università di Barcellona pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, a cui hanno partecipato anche enti italiani come l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambietale (Ispra), la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Università di Cagliari e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), l’area dello Stretto rivelerebbe il suo triste primato per la quantità più alta di rifiuti al mondo.

Asec Trade S.r.l.

Nello studio si parla di un livello di densità che raggiunge in alcune zone il milione di oggetti per chilometro quadrato.

Ma l’Università di Messina non ci sta e contesta lo studio. Come riporta Repubblica, l’ateneo messinese ricorda che “il tratto oggetto dello studio di Barcellona è di circa 7 chilometri”, mentre la stessa Università di Messina “vanta ricerche continue ed uno studio su una lunghezza di circa 70 chilometri”.

E, sempre per la nota testata nazionale afferma la professoressa Nancy Spanò, delegata per le iniziative scientifiche a tutela dell’Ambiente e del patrimonio Marino all’Università di Messina:

“Le caratteristiche ecologiche, biologiche, idrologiche dello Stretto di Messina – dice Spanò – si riflettono sugli organismi che lo popolano, influenzando l’intero assetto biologico dell’ambiente, con il risultato di avere a disposizione uno straordinario ecosistema, unico nel Mediterraneo per abbondanza di specie, biodiversità e biocenosi. I fondali del nostro mare sono caratterizzati da condizioni particolari, che rendono lo Stretto un ambiente unico nel Mediterraneo. Lo Stretto è molto più della pattumiera che è stata troppo frettolosamente descritta, seppur dei dati obiettivi dimostrano che i rifiuti ci sono, limitati al tratto tra Tremestieri e Reggio”.

 

Ultimo aggiornamento

Mari Cortese

Mari Cortese

Mari Cortese docente, redattrice e content creator per i social. Appassionata di enogastronomia, tradizioni e arti visive.