28 Dicembre 2020

L’obbligatorietà del vaccino, oggi più che mai divide tecnici e cittadini

L’obbligatorietà del vaccino, oggi più che mai divide tecnici e cittadini

Momento di grande fervore, quello successivo al V-Day tenutosi ieri (da non confondere con una possibile riscossa del M5S originario, o coi famosi “monologhi della Vagina”), principio della campagna vaccinale, in occasione di cui i primi medici, operatori sanitari e ospiti di Rsa, hanno accettato di sottoporsi alle prime vaccinazioni. Obbligatorietà del vaccino

Ma i dubbi continuano ad essere molti non solo fra i cittadini, intimoriti di possibili effetti collaterali post-vaccino ma anche fra medici tentennanti, anche comprensibilmente, sulle modalità di accertamento dei protocolli in tempi evidentemente brevi.

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A questo punto, chiedersi se il vaccino dev’essere obbligatorio, soprattutto per chi lavora nei luoghi affollati e rischiosi, è un pensiero che oggi più che prima ci tocca da vicino.

Su questa posizione, si pronuncia duramente il comitato di scopo “Mille avvocati per la Costituzione” contro le misure radicali di imposizione di trattamenti sanitari legati all’emergenza Covid 19. “La normativa attuale, partendo dall’art.32 della Costituzione italiana, impedisce al governo di imporci il vaccino. Il paziente dovrebbe sapere che reazioni avverse può avere  e che interazioni questo ha con gli altri farmaci. E mi spiace che ci sia anche chi sta speculando in borsa coi titoli azionari delle multinazionali, sulla nostra salute”, afferma uno dei garanti del comitato, l’avvocato Lillo Massimiliano Musso, durante la presentazione di “Mille Avvocati e Mille medici per la Costituzione” presso la Camera dei Deputati. Si aggiunge la collega Barbara Sedioli, che certamente viaggia sulla stessa linea: “Citando l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha introdotto l’avvocato Edoardo Polacco, rimarco che non si tratta di sindacare il merito di scelte opinabili ma di verificare se esse siano assistite da una credibilità razionale supportata da valide leggi scientifiche. La cura non è un valore metafisico ma un trattamento che il paziente decide col medico, e dev’essere costruita con la persona e per la persona.”

In effetti, anche il giurista ed ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli avvisa, come riportato su un recente articolo di agi.it, come “Nessuno possa essere obbligato a sottoporsi alla vaccinazione senza che ci sia una legge. E questo perché certe scelte devono essere compiute allo scopo di ottenere un bilanciamento tra l’interesse collettivo e la scelta personale. In caso di obbligatorietà sarebbe necessaria una legge che preveda un indennizzo in caso di danno alla vaccinazione”.

Sempre all’interno dello stesso articolo, rincara la dose il costituzionalista Michele Ainis: “Non si può procedere attraverso un Dpcm. E la decisione finale spetta al Parlamento”.

Al momento, soltanto i bambini sono obbligati a vaccinarsi  per prevenire alcune malattie. In  tutto, parliamo di dieci vaccinazioni obbligatorie.

Ma cosa potrebbe succedere, se una legge imponesse coattivamente la vaccinazione contro il Coronavirus e l’individuo dovesse rifiutarsi di sottoporvisi? Come spiegato dall’avvocato Mariano Bevilacqua ne laleggepertutti.it, “In teoria il vaccino contro il Coronavirus può essere imposto anche ricorrendo alla forza; in altre parole, lo Stato potrebbe obbligarti fisicamente a farti il vaccino. Non ci si potrebbe sottrarre in alcun modo, in quanto si tratterebbe di un trattamento sanitario obbligatorio al pari di quello vigente per coloro che, a causa di gravi disturbi psichiatrici, costituiscono un pericolo per sé e gli altri. Ovviamente, è molto più verosimile ritenere che, se la legge introdurrà la vaccinazione obbligatoria anti Coronavirus per gli adulti, questi vengano lasciati liberi di scegliere fra il vaccino e la sanzione economica.”

Tanta è l’ironia da parte di chi pensa che questo vaccino sia la soluzione definitiva, nei confronti dei perplessi. Ma anche dei no vax contro gli assolutisti della necessità vaccinale.

Certamente, il vaccino può essere un alleato ma non è deprecabile pensare che è giusto essere certi che questo sia inoculato dopo una validazione rigorosa, circa le sue caratteristiche di sicurezza ed efficacia.

“È più facile imporre di educare“, è il pensiero di Don Roberto Colombo, genetista clinico e specialista nella diagnosi molecolare delle malattie rare, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma nell’ultima parte di un approfondimento di tempi.it sul vaccino contro il Coronavirus, che fornisce preziose informazioni e di cui consigliamo la lettura, al seguente link:

 

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Mari Cortese

Mari Cortese

Mari Cortese docente, redattrice e content creator per i social. Appassionata di enogastronomia, tradizioni e arti visive.