26 Dicembre 2020
“Mi racconti una fiaba?” Papà e mamme separati da tutta Italia scrivono le loro storie per i bambini

In un momento in cui parlare di famiglia diventa sempre più difficoltoso e viene considerato anacronistico, addirittura “da Medioevo” (ingiustamente definito “periodo buio”, nonostante proprio allora si inizi già ad intravedere il principio di costruzione costituzionale e di garanzia delle libertà individuali con l’accettazione della Magna Charta; così come lo sviluppo del diritto moderno e di una forma antenata di Europa col regno retto da Carlo Magno, solo per citare pochissimi fra gli eventi medievali “illuminati”), “Mi racconti una fiaba?, Carezze della sera, dalla voce narrante di papà e mamma” è una raccolta di favole e fiabe di donne e uomini, curata da Luca Cordoni, papà di Chiara, dottore commercialista e in prima linea nella lotta a favore dell’attuazione del principio giuridico della bigenitorialità, in cui papà e mamme da Nord a Sud d’Italia riversano il loro impegno nella narrazione di storie da leggere nella penombra incantata delle camerette magiche dei piccini che, con dolci pretese, chiedono alla sera prima di dormire: “Papà/mamma, mi racconti una fiaba?”
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Luca Cordoni, curatore della raccolta di favole e fiabe “Mi racconti una fiaba?”
Sì, credeteci. Anche i maschietti sono chiamati alla pregevole causa: sono sempre di più, infatti, i papà desiderosi di trascorrere più tempo possibile coi loro figli, affaccendarsi coi biberon e cambiare i pannolini. Ne trae vantaggio anche la mamma, quand’è così, che guadagna tempo prezioso per se stessa e le sue ambizioni professionali e hobbistiche.
Ma, contro quest’equilibrio e armonia, ci sono le guerre giuridiche in cui i bimbi vengono usati come arma di vendetta contro l’ex partner. Senza alcuna cura, ritegno, riguardo. Senza pensare che , i primi a soffrirne da un punto di vista psico-fisico, spesso con conseguenze irreversibili, saranno i bambini.
Che gli scontri fra ex partner non giovano a nessuno si evince da queste storie, in cui uomini e donne da Bergamo a Siracusa, da Napoli a Milano, da Roma a Padova si sono uniti con l’unico obiettivo di donare ai bimbi un momento di felicità.
Inoltre, il valore aggiunto di questi autori sta nel loro grande equilibro, quando tratteggiano la figura del genitore di sesso opposto, spesso co-protagonista delle favole: dipinta con soavità e tenerezza, nonostante le grosse sofferenze nel proseguire il rapporto quotidiano di continuità affettiva coi propri bimbi, proprio “a causa” di ciò che quella figura spesso rappresenta, nella lotta per il raggiungimento di tempi paritetici dopo la separazione.

La copertina della raccolta di fiabe “Mi racconti una favola? Carezze della sera, dalla voce narrante di papà e mamma”, curata da Luca Cordoni
Moltissime le dediche ai propri figli sotto al titolo di molte fiabe:
“Ad Anna, che illumina di Luna la mia vita”,
“A Elisabetta, il mio raggio di luce”.
“Per quanto disperata possa sembrare una situazione, bisogna sempre lottare per la giustizia senza mai arrendersi. Bisogna perseverare e soprattutto non bisogna mai deludere i nostri bambini. Le promesse vanno sempre mantenute: i genitori sono per i nostri figli un esempio da seguire”, è una fra le conclusioni che maggiormente colpiscono alla fine di una fra le molte favole pubblicate.
Una visione coraggiosa, soprattutto di fronte a drammi familiari come quello di Arturo, che potrebbe buttare tutto all’aria e bestemmiare contro la vita. Invece, scrive la favola a chiudere il libro, “La regola dell’acqua”.
“Le passioni di Arturo, fino a quando è riuscito a coltivarle erano lo sport, il mare, le feste con amici, i frullati di frutta, le granite e i gelati (che considera la più grande invenzione umana dopo la scrittura). A un certo punto della sua vita, un tornado chiamato ‘magistratura italiana’ gli ha spazzato via tutto: casa, stipendio, passaporto, diritti civili e politici, nonché, soprattutto, le sue due amate figlie (Arianna e Gaia), che oggi hanno rispettivamente 16 e 11 anni. A loro è dedicata questa fiaba, nella speranza che il loro papà possa rivederle come quando raccontava loro le fiabe prima che si addormentassero, e nella certezza che anche i tornado più forti non possono spazzare né spezzare i legami più profondi.”






