23 Dicembre 2020

Ancora aperto il caso dei due pescatori di Acitrezza scomparsi in mare 4 anni fa

Ancora aperto il caso dei due pescatori di Acitrezza scomparsi in mare 4 anni fa

L’appello di Santa Giuffrida ai 18 pescatori di Mazara del Vallo: “Avete sentito parlare di loro nelle prigioni libiche? ”

Sono salpati quel pomeriggio di venerdì 23 dicembre 2016 dal porto di Acitrezza su un motoscafo open bianco di 7 metri, con motore di 40 cavalli, per andare a pescare con “u conzu”, il palamito. Fabio Giuffrida ed Enzo Cardi’, 38 anni (il primo viveva ad Acitrezza, il secondo ad Acicatena), avrebbero calato “u conzu” in mare la sera per ritirarlo il mattino, per rientrare ad Acitrezza verso le ore 12 del 24 dicembre, per trascorrere la vigilia di Natale con le rispettive famiglie.



Non ci sono dubbi sul fatto che i due pescatori avrebbero dovuto utilizzare “u conzu” visto che Enzo, proprietario della barca, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, era stato all’alba del 23 dicembre al mercato ittico di piazza Marina, ad Acitrezza, ad acquistare “alacci”, il pesce utilizzato come esca per gli ami del “conzu”. Doveva essere una breve battuta di pesca, di due pescatori esperti e con grande esperienza. Ma, non e’ andata così. I due non sono più rientrati ne nel porto trezzoto ne in altri porti italiani e stranieri. L’ultimo contatto telefonico tra Fabio e la sua famiglia risale alla mezzanotte. E da quell’istante, dei due pescatori e della loro barca non si è saputo più nulla, per la disperazione delle famiglie.

Un naufragio, un incidente in mare?

Non è mai stato riscontrato un solo elemento che possa fare pensare ad un naufragio o ad un incidente in mare. Non c’è alcun elemento per sostenere questa ipotesi, il mare non ha mai restituito alcun pezzo di quella imbarcazione, effetti personali, attrezzature.

Un allontanamento volontario?

Enzo e Fabio avevano programmato una tipologia di pesca che gli avrebbe permesso di trascorrere la serata della vigilia in Natale con le rispettive famiglie. E non ci sono tracce di un loro attracco in altri porti o in uno sconfinamento fuori dalle acque territoriali.

E le immediate ricerche?

“La Capitaneria di Porto di Catania – ricorda​ Santa Giuffrida, la sorella maggiore di Fabio – in poco tempo, ha dichiarato “ufficialmente chiuse le ricerche”, anche se lasciava attiva la segnalazione sulla loro scomparsa. Troppo poco…”.

Dopo 4 anni i familiari cercano e aspettano ancora notizie

” Il fatto – mi dice Nicola il fratello di Fabio Giuffrida raggiunto telefonicamente – che in questi 4 anni​ ci sono stati incidenti in mare e purtroppo ci sono state vittime ma i corpi sono stati restituiti alle famiglie e a noi niente, lascia tanti e ulteriori dubbi su quello che è potuto succedere quella notte. Comunque, noi siamo sempre speranzosi ma di notizie nuove “purtroppo “ non​ ne abbiamo, il fatto che tu ti stai proponendo a ricordare questo “triste anniversario “​ non può farmi altro che piacere, io non ho niente da aggiungere, se non che ancora cerchiamo notizie di quella notte maledetta di 4 anni fa , qualcuno che ci possa dare qualche informazione certa di quell’evento. In merito all’indagine noi abbiamo il fascicolo ma non c’è niente di nuovo rispetto a quello che già sappiamo,​ niente …”.

L’appello di Santa ai 18 pescatori diMazara del Vallo

Santa Giuffrida, che non ha mai creduto all’incidente in mare né tantomeno alla scomparsa volontaria di Fabio e di Enzo, ha più​ volte ipotizzato che i due amici pescatori quella stramaledetta notte, hanno visto, al largo del “trafficatissimo” mare fra Augusta e Siracusa,​ “qualcosa ” che non avrebbero dovuto vedere.

E con questo pensiero, Santa rivela la commozione provata quando ha saputo del rientro a Mazara del Vallo dei 18 pescatori prigionieri​ per 108 giorni di Haftar a Bengasi, e coglie l’occasione per lanciare proprio ai 18 pescatori un appello: “I 18 pescatori di Mazara non sono stati rinchiusi sempre nelle stesse carceri libiche, sono stati spostati da un posto all’altro. Quindi, chiedo se qualcuno di loro abbia notato persone riconducibili a mio fratello e a Enzo. Più​ facile notare la presenza di Enzo, perché biondo, diversamente da mio fratello dai caratteri somatici assimilabili agli arabi. Se qualcuno dei 18 pescatori di Mazara del Vallo ha notato qualcosa, ha sentito qualcosa… contattateci attraverso il giornalista Orazio Vasta, al 3492926242“.

Ultimo aggiornamento

Orazio Vasta

Orazio Vasta